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Arriva l'anticorpo che ti salva la vista

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Pubblicato il: 13-09-2007
Sanihelp.it - I pazienti affetti da Degenerazione Maculare legata all’età (DMLE) hanno da oggi un’arma in più per combattere la malattia. È disponibile infatti anche in Italia il nuovo trattamento ranibizumab, che rappresenta una nuova frontiera nella cura della DMLE di tipo essudativo, condizione degenerativa che causa una severa perdita della vista (acuità visiva) nella popolazione occidentale sopra i 65 anni.

Si tratta di un anticorpo monoclonale che agisce bloccando le varie forme del Fattore di Crescita Vascolare Endoteliale (VEGF-A), proteina che induce l’angiogenesi, processo alla base dello sviluppo e della progressione della degenerazione maculare neovascolare. 

Questo farmaco non solo arresta la progressione della malattia poiché permette la chiusura dei neovasi con il massimo rispetto della retina sana, ma migliora anche, in una percentuale significativa, la funzionalità visiva del paziente. Infatti circa il 95% dei pazienti ha mantenuto la propria funzionalità visiva e nel 40% dei casi è stato possibile ottenere un miglioramento dell’acuità visiva pari ad almeno 15 lettere. Questo risultato incide anche sul recupero dell’autonomia nello svolgimento delle attività di vita quotidiana come leggere, fare la spesa, usare il denaro, che nei pazienti affetti da questa patologia è molto compromessa.

La Degenerazione Maculare colpisce l’1% della popolazione oltre i 50 anni, il 14% degli ultra 75enni, mentre oltre il 30% degli ultra 85enni sono affetti dalla forma più grave di degenerazione maculare, la neovascolare o umida. Di queste, circa 260.000 soffrono della forma neovascolare, la più aggressiva, che ogni anno conta 20.000 nuovi casi.



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Novartis

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