Le parole più cercate: Pancia piatta Influenza Cefalea
Ricerca personalizzata Google

Infertilità e impotenza in crescita

Allarme inquinamento da estrogeni

di
Pubblicato il: 22-09-2007

Secondo gli andrologi nel futuro ci saranno sempre meno uomini. La colpa è dell'inquinamento da estrogeni.

Sanihelp.it - Un bambino su tre nasce con anomalie all’apparato genitale, i maschi sviluppano tardi e le femmine, invece, in modo precoce. La colpa è dell’inquinamento da estrogeni che sta cambiando nell’uomo le funzionalità primarie.

Non è il preludio di un film di fantascienza, è il grido di allarme lanciato dal IV congresso nazionale, Progressi in andrologia, che si è tenuto a Villa San Giovanni (RC) il 21 e il 22 settembre, presso il Castello di Altafiumara.

Secondo il parere degli andrologi intervenuti, il maschio è sempre meno maschio, soffre sempre di più di disfunzione erettile, di impotenza e di patologie vascolari che generano problemi legati all’attività sessuale e che provocano infertilità.

«Negli ultimi venti anni la percentuale di bambini che nascono con i testicoli retratti, criptorchidismo, è aumentata di quattro volte - spiega Il Professor Andrea Ledda del Dipartimento di Scienze Biomediche, Università degli Studi di Chieti e Direttore Scientifico del Congresso – La colpa è degli estrogeni; sono dei distruttori endocrini che bloccano la produzione del ricettore L3 che si trova nelle cellule fetali-neonatali il quale condiziona la differenziazione sessuale del feto. Da qui le anomalie nell’apparato genitale maschile.

Inoltre gli estrogeni interferiscono nella produzione del testosterone fondamentale per la maturazione degli spermatozoi e per il mantenimento delle ghiandole che li producono. E così si spiega il problema dell’infertilità maschile che diventa sempre più importante. Gli spermatozoi che produce l’uomo moderno sono diversi da quelli che produceva trenta anni fa. Oggi sono pochi e di scarsa qualità. L’uomo ne dovrebbe produrre 300 milioni al giorno con un’aspettativa di vita, per quelli eiaculati, di 48 ore. Ma dagli anni ’80 la natalità si è ridotta del 12%. Si è accertato un deterioramento della qualità seminale».

«Il livello dell’inquinamento ambientale da estrogeni – continua Ledda - è andato crescendo enormemente negli ultimi 30 anni in seguito a numerosi fattori e il più importante è l’uso degli estrogeni nel genere umano e negli allevamenti zootecnici. Gli estrogeni sono ovunque, aria, acqua, cibo, fiumi, perfino nelle plastiche, nei nastri adesivi da imballaggio, nei pavimenti di vinile, negli inchiostri. Arrivano nel corpo anche attraverso la pelle quando usiamo shampoo, saponi e cosmetici. Non c’è scampo. Gli estrogeni hanno la capacità di mimare gli ormoni naturali, inviano falsi messaggi al corpo, bloccano i ricettori ormonali, deragliano lo sviluppo. Minano la salute».

Dello stesso parere il professor Nicola Il acqua Presidente del Congresso: «Numerosi studi sull’inquinamento da estrogeni vanno tutti nella stessa direzione. La loro presenza nell’ambiente e negli alimenti è associata a un incremento di alcuni tumori ormonedipendenti, come al seno e all’utero nella donna e al testicolo nell’uomo, alla ridotta fertilità, all’aumento della disfunzione erettile, alla pubertà precoce nelle ragazze e ritardata nei ragazzi.
È il caso quindi di parlare di allarme ambientale da estrogeni. Gli Enti preposti ricercano e controllano per lo più la presenza di tali sostanze a livello della filiera delle carni o del latte trascurando totalmente gli alimenti non animali, i prodotti cosmetici e quelli per l’igiene personale, l’ambiente e soprattutto le acque».


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Redazione Sanihelp.it

© 2016 sanihelp.it. All rights reserved.
VOTA:
Vuoi ricevere la newsletter di Sanihelp.it?
Ti potrebbe interessare:


Promozioni:

Commenti