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La dieta di Homer

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Pubblicato il: 25-09-2007

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Sanihelp.it - Descrivere le abitudini alimentari del mitico capofamiglia di casa Simpson può sembrare addirittura superfluo. Goloso, onnivoro, ingordo, mangia di tutto, ma preferibilmente cibi grassi e ipercalorici, in qualsiasi momento della giornata.
Se sei come Homer, quasi sicuramente condividi con lui il suo grande problema dietetico: gli attacchi di fame incontrollata
Con questo termine vengono descritte le classiche abbuffate da divano o da week end, guidate non da reali esigenze di nutrimento ma da un irrefrenabile impulso a mangiare. 
Le cause possono essere molte: dallo stress, alla noia, alla golosità fine a se stessa. Controllare la fame nervosa, però, non è un’impresa impossibile. In primo luogo, per arginare i danni nell’immediato, si può ricorrere ad alcuni semplici trucchetti. Per esempio, eliminare dalla dispensa e dalla vista dolciumi, patatine e snack confezionati, e lasciare invece a portata di mano delle alternative light come tocchetti di verdura fresca o frutta disidratata. In questo modo, si può soddisfare la voglia di sgranocchiare senza eccedere con le calorie. 
Un altro metodo utile per spegnere la fame è quello di consumare quotidianamente alimenti dall’elevato potere saziante: si tratta di cibi ricchi di fibre, come i vegetali e i cereali integrali, in grado di riempire in fretta lo stomaco donando una prolungata sensazione di sazietà, con un apporto calorico ridotto. La stessa funzione viene svolta dall’acqua (ma non dalla birra!), da bere in grandi quantità (almeno un litro e mezzo) nel corso della giornata. 
Per risolvere il problema della fame nervosa alla radice, invece, esiste una soluzione utile nel lungo periodo: tenere un diario alimentare, su cui segnare (senza barare) cosa mangi nell’arco della giornata, quando, e soprattutto in che stato d’animo ti trovi in corrispondenza di quei momenti. In questo modo è possibile ottenere una sorta di mappa degli attacchi di fame, utile per comprendere le carenze o i disagi che ti spingono a mangiare, e quindi per poterli risolvere più facilmente.

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