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Influenza e pneumoccocco, pochi vaccini per malati cronici

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Pubblicato il: 01-10-2007
Sanihelp.it - Vaccino tabù per chi soffre di malattie respiratorie. Un paziente su 3 affetto da broncopneumopatia cronica ostruttiva non effettua la vaccinazione antinfluenzale e appena 3 su dieci si sottopongono a quella contro lo pneumococco. 
A lanciare l'allarme è l’Associazione Italiana Pazienti BPCO. Le due vaccinazioni sono fortemente consigliate a chi soffre di gravi e cronici problemi respiratori, soprattutto se over 65. Ma anche chi è più giovane non si comporta meglio: secondo i dati del Ministero della Salute, appena una persona su 4 con una patologia respiratoria cronica sceglie il vaccino antinfluenzale

«Alla luce dell’importante ruolo preventivo delle vaccinazioni e dei dati così preoccupanti, la nostra Associazione lancia una campagna di sensibilizzazione ai malati e ai familiari per accrescere la consapevolezza della loro efficacia - afferma Mariadelaide Franchi, presidente dell’Associazione Italiana Pazienti BPCO - L’utilità delle vaccinazioni è innegabile, soprattutto quella antinfluenzale che ha dimostrato di ridurre il rischio di malattia, di ricoveri ospedalieri e di complicanze mortali nei pazienti cronici come i BPCO ed i cardiopatici. Può essere molto utile anche quella antipneumococcica, ancora poco conosciuta ma in grado di evitare una pericolosa polmonite che può comportare il ricovero ospedaliero o essere fatale in pazienti anziani o con altre patologie debilitanti». A tal proposito l’Associazione sta ha preparando l’opuscolo informativo Tante buone ragioni per vaccinarsi, che sarà disponibile al numero verde 800-601715.

Mentre per l’influenza è necessario ricorrere al vaccino annualmente, perché i virus cambiano periodicamente, quello antipneumococco deve essere effettuato ogni cinque anni, in qualsiasi periodo dell’anno, ed anche insieme alla vaccinazione antinfluenzale, in diverso sito di iniezione. «La vaccinazione antipneumococcica è raccomandata ad ogni paziente con BPCO - aggiunge Margherita Neri, direttore scientifico della Fondazione Salvatore Maugeri IRCCS Istituto di Tradate (VA) - lo pneumococco è presente dappertutto, molti soggetti sono portatori a livello delle alte vie respiratorie e la trasmissione avviene da persona a persona, presumibilmente tramite la respirazione. Le infezioni virali delle alte vie respiratorie, come l’influenza, predispongono all’infezione da pneumococco. I benefici di questa vaccinazione sono la riduzione delle riacutizzazioni e delle ospedalizzazioni e dell’incidenza di infezioni respiratorie che possono mettere a rischio la vita». 

Il vaccino in questione protegge contro i 23 tipi più frequenti e pericolosi di pneumococco. La risposta immunitaria si sviluppa a circa 2-3 settimane dalla vaccinazione.




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Redazione Sanihelp.it

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