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Disturbo bipolare, un milione di italiani a rischio suicidio

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Pubblicato il: 04-10-2007
Sanihelp.it - Una terapia efficace, ma anche sicura e ben tollerata. È questa la richiesta primaria dei pazienti affetti da disturbo bipolare, secondo quanto emerge da un'indagine condotta su oltre 700 psichiatri, realizzata in collaborazione con l'University of Western Ontario, presentata in occasione del convegno internazionale Question time in Psichiatria svoltosi in contemporanea a Napoli, Bologna, Venezia Mestre, Roma, Pavia e Palermo
«Dall'efficacia alla qualità della vita», questo il titolo della ricerca, che ha posto l'accento sull'importanza che la qualità della vita dei pazienti in cura ha sulla prevenzione delle ricadute e sulle effettive possibilità di lottare contro una patologia così grave e drammatica. 
«La qualità della vita, per i soggetti in trattamento antidepressivo, è fortemente condizionata dalle caratteristiche dei farmaci assunti – spiega Giulio Perugi, direttore dell'Istituto di Scienze del Comportamento G. De Lisio di Pisa e coordinatore dell'indagine  - Ma scrivere una ricetta non basta. Bisogna anche saper ascoltare la sofferenza, tenere conto di come vivono realmente i pazienti in cura, com'è la loro qualità della vita e che cosa si aspettano dal proprio medico».

Il disturbo bipolare, una patologia che interessa il 5-6% della popolazione, è caratterizzato da diverse e opposte manifestazioni, come sbalzi di umore, depressione, mania, euforia, impulso a parlare, marcata aggressività, confusione mentale, fuga delle idee, irritabilità, perdita di volontà, confusione e rappresenta la sesta causa di disagio sociale nel mondo. In Italia ne soffre quasi un milione di persone, ed è caratterizzato, tra l’altro, da un rischio di suicidio 30 volte superiore rispetto alla popolazione generale. Il paziente bipolare è spesso afflitto da patologie concomitanti, come l'alcolismo, la tossicodipendenza, i disturbi della personalità e l'ansia, e va trattato con l'aiuto di farmaci non soltanto efficaci, ma anche ben tollerati. Ed è proprio la tollerabilità del trattamento farmacologico l’ulteriore preoccupazione che accomuna la quasi totalità degli specialisti intervistati, il 99,3%.

Il principale obiettivo terapeutico dei 700 psichiatri coinvolti dall'indagine è costituito dal miglioramento della qualità di vita dei pazienti o dalla prevenzione delle ricadute. Per la stragrande maggioranza degli psichiatri (in particolare a Napoli dove il dato è pari al 98,6%), l'impiego di farmaci antipsicotici atipici, come quetiapina, riduce la necessità di assumere altri farmaci, specie altri antipsicotici, stabilizzatori dell'umore e ansiolitici benzodiazepinici. Inoltre, questo farmaco contribuisce a mantenere nel tempo l'aderenza alla prescrizione, secondo la gran parte di coloro che hanno risposto al questionario.




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Redazione Sanihelp.it

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