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Parto: quarantenni italiane costrette al cesareo

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Pubblicato il: 22-10-2007
Sanihelp.it - Costrette a far nascere il loro bambino con il parto cesareo a causa dell'età. Sono le donne quarantenni in stato interessante, che fino ad oggi si pensava scegliessero volutamente l'alternativa chirurgica al parto naturale. Invece, secondo una nuova indagine della Sidip (Società Italiana di Diagnosi Prenatale), la scelta del cesareo è dettata da necessità mediche, e non, come si temeva, dal consiglio non troppo disinteressato dei sanitari.
I dati della ricerca, effettuata proprio per comprendere le motivazioni dell'aumentato ricorso al parto operativo nelle donne attempate, hanno insomma messo in evidenza che queste ultime fanno più frequentemente ricorso al taglio cesareo perché correrebbero molti rischi a partorire naturalmente.
Secondo la Sidip, in Italia oltre il 60% delle pazienti quarantenni incinte osservate ha fatto ricorso al taglio cesareo.
«Ma questo incremento non è dipeso dalla scelta della donna – spiega Claudio Giorlandino, Presidente della Sidip - né da un orientamento vagamente ed ingiustificatamente protettivo verso quella che, in una donna attempata, è considerata una gravidanza preziosa, bensì da una serie di motivazioni assolute derivanti da problematiche cliniche che possono giustificare ampiamente il ricorso al parto operativo». 
Nelle donne quarantenni monitorate si è registrato un aumento dell'ipertensione, del diabete e del sovrappeso. 
Le primipare attempate, anche se all'inizio della gravidanza non vengono considerate ad alto rischio, nel corso della gestazione vanno incontro ad una serie di complicanze che potrebbero creare problemi al momento del parto naturale. Per questo, il rischio di partorire con un taglio cesareo è di oltre 5 volte maggiore rispetto a quello delle pluripare della stessa età.
Di particolare interesse è il dato emerso secondo il quale il cesareo è il tipo di parto preferito soprattutto nei casi di gravidanza ottenuta con fecondazione assistita, spesso gemellari, con maggiori probabilità di complicazioni quali il malposizionamento della placenta e minacce di aborto o di parto pretermine.
«Le donne più anziane inoltre – continua Giorlandino - tendono ad avere, al parto naturale, alcune problematiche specifiche come il travaglio più prolungato che può durare anche oltre 20 ore o distocie del parto con maggiore possibilità di applicazione di forcipe e ventosa».


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Redazione Sanihelp.it

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