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Fiction in corsia: il perché di un successo

Dr House, da medico scontroso a eroe del popolo

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Pubblicato il: 31-10-2007

Quanto a bellezza non è certo Brad Pitt, la cordialità non è il suo forte e odia socializzare. Allora perché piace? Semplice: perché è un ottimo medico.

Sanihelp.it - Piovono consensi e popolarità sul medico più zoppo e più burbero del mondo, il dottor Gregory House dell’omonima serie televisiva. Da poco approdato su Canale 5, il telefilm americano ha subito decretato un immediato boom di ascolti, fin dal primo episodio che ha raccolto ben 6.305.000 telespettatori (22.91% di share). Numeri importanti che si incrementano sul target 15-64, dove Dr. House ha totalizzato nel primo episodio il 27.96% di share e nel secondo il 28.26%.

Dr. House - Medical Division nasce da un’idea di David Shore e racconta le storie di un medico brillante e integerrimo, ma dal carattere scontroso, antisociale, misantropo. E tanto più si mostra antipatico e indisponente nei suoi rapporti sociali, tanto più si presenta scrupoloso e preparato nella sua professione.
Un superiore difficile per la sua équipe, un enigma per i suoi pazienti ma soprattutto un eroe per i milioni di spettatori che ogni mercoledì rimangono incollati per più di due ore al televisore per scoprire le sue ultime prodezze mediche.

Ma a cosa deve il suo successo questo dottore claudicante, non più giovanissimo, non troppo bello e anche un po’ orso? «Il fascino del camice bianco funziona sempre, in tv come nella vita reale», spiega la dottoressa Laura Rivolta, psicologa e sessuologa. «Nell’immaginario collettivo al medico viene attribuita molto spesso una dimensione di onnipotenza, per la sua facoltà di capire, curare e guarire le persone.

Nonostante i suoi difetti fisici e la sua atipicità caratteriale, Dr House incarna l’eroe che salva dalla malattia, e come tale affascina e conquista, anche se esteticamente è un anti-Clooney. Allo spettatore, uomo o donna che sia, piacciono il suo rigore etico e morale, il suo modo ineccepibile di esercitare la sua professione, il suo acume e la sua capacità di analisi: qualità che danno sicurezza e che tutti vorrebbero vedere incarnate nel proprio medico. Oggigiorno una sanità spesso corrotta o malfunzionante delude le nostre aspettative, obbligandoci a rifugiarci in figure fittizie ma rassicuranti e credibili.

E poi è un genialoide, un creativo, un perfetto rappresentante della sindrome di Asperger, una patologia che affligge persone che eccellono nella loro professione ma sono perennemente in conflitto con se stesse e con gli altri, incapaci di intrecciare relazioni serene e di star bene con gli altri», continua la psicologa.

Ma Dr House non è un’eccezione: da Grey’s Anatomy a E.R., le fiction in corsia riscuotono sempre consensi nell’audience televisiva. Perché? «La sanità ricostruita al cinema e in televisione è un mondo distante e diverso dalla realtà, e come tale permette alle persone di esorcizzare la paura delle malattie e degli ospedali, di assumere una sorta di controllo emotivo su un argomento infelice e angoscioso come la malattia, in quanto permette di viverla solo come spettatore estraneo ed emotivamente non coinvolto», spiega la dottoressa. 
«Assistendo al vissuto inventato di malati e patologie, si colgono i meccanismi della salute e della malattia senza esservi coinvolti in prima persona, e quindi senza soffrire».


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