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Aviaria: virus nei polli piemontesi, ma nessun allarme

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Pubblicato il: 05-11-2007
Sanihelp.it - In seguito alle notizie apparse nelle scorse settimane in merito a una presunta epidemia di influenza aviaria in alcuni allevamenti piemontesi, Giuliana Moda, responsabile del settore Sanità animale e igiene degli allevamenti dell’assessorato alla tutela della salute e sanità precisa: «Le analisi di laboratorio condotte dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale di Torino, confermate dal Centro di referenza per l’influenza aviaria di Padova, hanno accertato, in due piccoli allevamenti di commercio del pollame da cortile, entrambi in provincia di Torino, la presenza di un virus H7N3, a bassa patogenicità, non trasmissibile all'uomo. 

Il virus individuato non ha alcuna relazione con le epidemie che si sono susseguite nei paesi asiatici e non vi è quindi alcun rischio per la salute umana. Misure di sanità animale e profilassi veterinaria sono state efficacemente adottate dai servizi veterinari delle ASL interessate, su provvedimento regionale, e hanno già consentito la chiusura del primo episodio». 

Dopo l’allarme che si era diffuso due anni fa, l’influenza aviaria è rimasta oggetto di un sistema articolato di controlli veterinari, facenti parte del piano di monitoraggio predisposto dal Ministero della Salute, che hanno costantemente fornito esito negativo in tutta Italia

In Piemonte nel 2006 sono stati prelevati 23.000 campioni da allevamenti di volatili - prelievi che superano le previsioni nazionali - e 441 da selvatici rinvenuti morti.
Le analisi eseguite dall’Istituto Zooprofilattico non hanno riscontrato né il virus né alcun segno del suo contatto con gli animali esaminati, rilevabile attraverso la ricerca degli anticorpi specifici. Analogo andamento si registra per l’anno in corso, con 21.000 campioni già analizzati nei domestici e 433 sull’avifauna. 
Accanto a questi accertamenti, vengono condotti studi sistematici per individuare la presenza di altri virus influenzali del pollame, poco patogeni per gli uccelli e non trasmissibili all’uomo.


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Regione Piemonte

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