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Vecchia e nuova anatomia della mammella

Radiografia del seno in fase di allattamento

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Pubblicato il: 08-11-2007

Sai com'è fatto il seno? E come si trasforma quando deve adempiere alla funzione dell'allattamento? Recenti studi hanno fatto tabula rasa della tradizionale anatomia, e scoperto che...

Sanihelp.it - La mammella è formata da ghiandole lattifere, destinate cioè alla produzione del latte, circondate da tessuto adiposo e da tessuto connettivo (legamenti di Cooper). Il latte prodotto dalle ghiandole viene trasportato al capezzolo tramite dotti lattiferi.
Durante la gravidanza il seno si prepara all’allattamento e nella maggior parte dei casi aumenta in dimensioni e diventa più teso. Particolari ghiandole, dette di Montgomery, concentrate nell’areola, si ingrossano e iniziano a secernere una sostanza oleosa che lubrificherà e proteggerà il capezzolo durante la poppata. L'areola diventerà più scura ed è anche possibile che i capezzoli si facciano più prominenti.

Durante il secondo trimestre di gravidanza il seno inizia a produrre colostro, un latte speciale piuttosto denso e ricco che sarà il nutrimento del bambino nei primi giorni di vita. Nell’arco di due-quattro giorni dal parto, inizia la produzione di latte materno.

Finora il riferimento bibiliografico per l’anatomia mammaria erano gli studi di Astley Cooper (1840). Recenti studi hanno invece dimostrato che:
-i dotti lattiferi sono più vicini al capezzolo
-i seni lattiferi non esistono (sacche di raccolta del latte all’interno del seno descritte nelle vecchie tavole anatomiche)
-il tessuto ghiandolare si concentra vicino al capezzolo
-il tessuto adiposo alla base del capezzolo è minimo.

Gli studi hanno inoltre permesso di giungere ad altre conclusioni:

-La forma esterna e la grandezza dei seni non è indicativa sull’anatomia interna e dunque non può essere predittiva della capacità di produrre latte.

-Il rapporto tra tessuto ghiandolare e adiposo nel seno in fase di allattamento è 2:1, mentre quando il seno non allatta è 1:1.

-Il 65% del tessuto ghiandolare è concentrato a distanza di 30 mm dalla base del capezzolo.

-I dotti lattiferi che raggiungono il capezzolo sono 4-18 e non 15-20 come si credeva.

-La ramificazione dei dotti è complessa e non omogenea, spesso non ha una forma simmetrica e neppure a raggiera.

-I dotti lattiferi vicino al capezzolo non fungono da serbatoi di latte.


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Redazione Sanihelp.it

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