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La dieta dell'amore

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Pubblicato il: 12-11-2007

Accendere il desiderio con il cibo? Non servono ricette esotiche e lontane: i veri ingredienti della cucina di Venere sono nascosti sulla nostra tavola abituale. Sai quali sono?

Sanihelp.it - Nell’era del Viagra e degli inibitori della 5-fosfodiesterasi (sildenafil tadalafil - vardenafil), la ricerca di cibi afrodisiaci resta sorprendentemente una costante. Uomini e donne continuano a chiedere al cibo di rendere più stabile e duraturo il fenomeno capriccioso dell’erezione, e continua ad essere apprezzata a tale scopo la cucina di Venere.
Il termine afrodisiaco, mutuato dalla dea dell’amore Afrodite, si riferisce a ciò che permette di accendere il desiderio, accrescere energie fisiche, esaltare i sensi ed aumentare l’intensità degli stimoli, ben di più della semplice stabilizzazione del fenomeno erettivo.
Di questo argomento si è parlato al XXIV Congresso Nazionale della Società Italiana di Andrologia, conclusosi sabato ad Ancona, a cominciare dai primordi. 

Nel corso della storia, l’azione dei cibi afrodisiaci sulla funzione sessuale è stata collegata a varie peculiarità: all’origine marina che rimanda all’origine della dea dell’amore, alla similitudine morfologica, al trasferimento dei poteri, all’irritazione o congestione, alla produzione di meteorismo, all’eccitazione olfattiva, all’effetto disinibente e all’effetto nutriente. 

Ciò che forse non avevamo mai notato è che tali caratteristiche si ritrovano appieno nei cibi classici della dieta mediterranea, che potrebbe, in questo senso, essere definita la dieta dell’amore
Infatti, nei nostri mari abbondano i crostacei ma anche ostriche ed aragoste, piatti deliziosamente erotici. Quanto alla similitudine morfologica, cioè il ricordare attraverso la forma i genitali, la troviamo ad esempio nel sedano e nell’asparago. Anche nel caso del trasferimento dei poteri, concetto ancestrale secondo il quale nutrirsi di parti del corpo di un animale trasferisce su chi se ne ciba le stesse caratteristiche di forza e vigore, non andiamo male: pene d’asino e testicoli di toro sono reperibili abbastanza facilmente e numerose ricette antiche ne magnificano le proprietà virilizzanti. 

Se passiamo alle sostanze irritative e congestizie, un posto speciale lo meritano aglio e peperoncino, assai comuni nella cucina mediterranea. Inoltre, poiché nell’antichità si pensava che erezione ed eiaculazione avvenissero per effetto di un soffio, di una ventosità, ecco spiegato perché altri capisaldi del cibo mediterraneo siano annoverati fra gli afrodisiaci: legumi, cipolle, melanzane, castagne. Afrodisiaco per eccellenza è poi il tartufo, in grado di stimolare eccitazione per via olfattiva. Non poteva mancare il vino fra gli afrodisiaci di area mediterranea, la cui assunzione in modeste quantità ha effetto disinibente e facilitante l’attività sessuale. Infine, il dispendio energetico che il comportamento sessuale provoca può essere reintegrato mediante cibo ipercalorico, in particolare il miele e l’uovo anche questi assai comuni in area mediterranea.

«Forse, allora, la fama di latin lover trae spunto dalla tavola e dalla buona cucina mediterranea! - ha commentato, scherzosamente ma non troppo, Giorgio Piubello, tesoriere della Società Italiana di Andrologia e relatore al Congresso - Per una cena esplosiva posso suggerire anche la senape che attiva le ghiandole sessuali, lo zafferano che stimola le zone erogene, ed il sedano che fluidifica il sangue e che gli antichi romani dedicavano a Plutone, dio del sesso».


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Redazione Sanihelp.it

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