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Speciale Sicurezza domestica

Case poco sicure: in Italia 3 milioni di incidenti all'anno

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Pubblicato il: 29-11-2007

Considerarsi sicuri tra le quattro mura domestiche è oggi un lusso? I dati dicono di sì. Soprattutto se le vittime sono bambini, i cui incidenti in casa sono in crescita.

Sanihelp.it - Siamo abituati a considerare la casa un ambiente confortevole, tale da donare benessere e sicurezza tanto agli adulti quanto ai bambini. In realtà, a livello europeo, quasi 20 milioni di persone subiscono, ogni anno, un incidente domestico: più di 5 milioni sono i casi di ricovero ospedaliero, e si possono contare 56.000 decessi.

In Italia, sono circa 3 milioni i casi in cui, nelle abitazioni o nelle relative pertinenze, indipendentemente dalla volontà umana, viene compromessa, temporaneamente o definitivamente, la salute della popolazione. Circa metà dei colpiti da ID necessita dell’intervento del Pronto Soccorso, e 130.000 del ricovero.
La mortalità è, invece, valutabile in 4.500 casi annui: l’incidenza è simile a quella osservata a livello internazionale.

I gruppi di popolazione maggiormente colpiti sono, oltre alle donne adulte e agli anziani, i bambini in età prescolare, tra i quali si registrano 68.000 casi annui. L’età più a rischio è intorno ai 3-4 anni, età nella quale il bimbo ha raggiunto una certa autonomia di movimento, ma non ha strumenti cognitivi tali da permettergli di evitare i pericoli.

Il luogo in cui gli incidenti accadono più frequentemente è la cucina; le scale e il bagno, però, appaiono come luoghi particolarmente pericolosi per l’elevato numero di infortuni, a fronte di un tempo molto più ridotto di esposizione al rischio. Nei bambini le cadute rappresentano il 58% degli ID e avvengono per il 39% dal letto, da fasciatoi o dal seggiolone, e per il 24% dalle scale. Seguono le ferite (26%) causate da oggetti lasciati alla loro portata, ma anche da packaging o da giocattoli non idonei; vi sono poi i casi di ustione (11%) e di schiacciamento (5%).

L’analisi delle cause di mortalità, rilevate presso le strutture ospedaliere, confermano che la caduta rappresenta la causa più frequente e grave di trauma, anche letale. Come rileva l’OMS, nei Paesi sviluppati gli ID rappresentano la prima causa di morte nei bambini tra 0 e 4 anni: in particolare, per trauma cranico e per fratture degli arti inferiori. Numerosi anche i casi di avvelenamento per ingestione di sostanze tossiche e nocive, di soffocamento per presenza di corpi estranei e di folgorazione.

Secondo una recente indagine, i bambini non sempre vivono in case strutturalmente sicure, e i comportamenti dei familiari possono risultare pericolosi per la loro incolumità nell’ambiente domestico. Gli incidenti avvengono con maggior frequenza nelle famiglie con un unico genitore; il 56,4% avviene in presenza dei genitori; il 16% in presenza di fratelli o amici. Un ID sembra risultare meno probabile se in casa vi sono i nonni o la baby sitter (0,5%). Per ben il 72,5% dei casi, comunque, l’ID si verifica in presenza di un adulto. Un dato che deve far riflettere.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Quaderni acp 2007; 14(2): 64-66

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