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Geni come iniziatori del processo di declino muscolare in età avanzata.

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Pubblicato il: 06-11-2002

Alcuni ricercatori stanno studiando un minuscolo verme, chiamato C elegans, che assomiglia allo schema umano di invecchiamento scoprendo i segreti del deterioramento dei muscoli umani per l'età

Sanihelp.it - Esattamente come negli esseri umani i muscoli del verme C. elegans, cominciano a deformarsi durante la mezza età, secondo l’articolo pubblicato sulla rivista “Nature”. I ricercatori studiano questo verme per studiare il processo di invecchiamento e morte cellulare in quanto offre un modello semplificato di ciò che succede negli esseri umani.

Secondo la co-autrice dello studio, Monica Driscoll, professore associato di biologia molecolare e biochimica alla Rutgers University a Piscataway, New Jersey, è un modello in scala ridotta assolutamente fantastico e conosciamo meglio lo sviluppo, il genoma e l’anatomia di questo piccolo animale rispetto a qualsiasi altra creatura sulla terra, e fondamentalmente le cose funzionano allo stesso modo sia nei vermi sia nell’uomo. Nel C. elegans sono solo più semplici.

Osservare il processo di invecchiamento di C. Elegans è come guardare le foto di una persona in diversi periodi d’età. In 3 giorni e mezzo il verme passa da embrione ad individuo in grado di deporre uova; la maggior parte dei vermi invecchia e muore nel giro di 18 giorni.

Driscoll e colleghi hanno studiato con attenzione i nervi dei vermi, confrontando le cellule dei giovani con quelle di vermi anziani. Non sono stati trovati segni di morte neuronale, ma cambiamenti rilevanti nei muscoli.

I ricercatori hanno identificato almeno un gene coinvolto nel processo di deterioramento muscolare sia negli uomini sia nei vermi: il PI(3) chinasi. Quando questo gene è mutato il deterioramento muscolare è ritardato.

La mutazione cui fa riferimento Driscoll rallenta la produzione dell’enzima prodotto da PI (3) chinasi.

L’obiettivo è quello di trovare un rimedio farmacologico per diminuire la frequenza di attivazione del gene ed aiutare quindi nel mantenere l’integrità muscolare.

Driscoll e colleghi hanno effettuato anche un’altra interessante scoperta; si sono accorti che i vermi, anche se tutti geneticamente identici e cresciuti nello stesso ambiente, non invecchiavano, o si deterioravano, tutti nello stesso modo.

All’inizio il processo di invecchiamento era identico ma al diciottesimo giorno di vita, si potevano classificare in quattro classi: alcuni mantenevano la vitalità di un individuo giovane, altri cominciavano a manifestare movimenti scoordinati, mentre altri erano paralizzati o morti.
Questo potrebbe significare che alcune componenti dell’invecchiamento possono essere dovute a errori casuali che avvengono a livello cellulare durante la vita del verme o dell’uomo.

Da: Nature 2002;


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Redazione Sanihelp.it

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