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Pericolo abbuffate? C'è l'automedicazione

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Pubblicato il: 18-12-2007

Per evitare i disturbi derivanti da pranzi e cene luculliane basta un pizzico di attenzione in più e, all'occorrenza, qualche farmaco.

Sanihelp.it - Durante l'anno si moltiplicano le occasioni di affaticare il nostro apparato digerente: cenoni, brindisi e vacanze mettono in pericolo il nostro stomaco e la nostra regolarità. Il cioccolatino al quale non riusciamo a dire di no o l’ennesimo bicchiere di spumante possono, infatti, dar luogo a fastidi quali acidità, indigestioni e altre difficoltà digestive magari accentuate da disturbi tipici dell’influenza.

Nella maggior parte dei casi, per evitare questi disturbi, basterebbe un comportamento più attento. Ma, quando capitano, è bene ricordare che spesso si tratta di problemi risolvibili in poco tempo con qualche mossa accorta e, nei casi più ostinati o fastidiosi, con i medicinali di automedicazione (i cosiddetti farmaci da banco) il cui impiego – purché corretto e tempestivo - consente di risolvere con tranquillità ed efficacia la situazione.

«Per esempio, per contrastare la dispepsia – i disturbi che compaiono subito dopo i pasti come dolore, peso allo stomaco, bruciori, nausea e talvolta vomito - spiega Lucio Capurso, Gastroenterologo all’Ospedale San Filippo Neri di Roma - oltre a una dieta equilibrata è consigliabile l’uso di farmaci procinetici che favoriscono la motilità gasrica e intestinale o di prodotti antiacidi a base di magnesio o alluminio che hanno un tempestivo effetto sulle secrezioni dello stomaco».

«Inoltre, chi ha contratto l’influenza con complicanze batteriche ed è sotto terapia antibiotica, rischia un indebolimento della flora batterica - prosegue Capurso - in questo caso per ripristinare l’equilibrio gastrointestinale è sufficiente l’assunzione di fermenti lattici».

A chi infine va in vacanza all’estero, in luoghi in cui l’acqua potrebbe essere contaminata da batteri, virus o tossine (molte mete esotiche presentano questa criticità) si consiglia di mettere in valigia dei fermenti lattici oppure degli assorbenti intestinali a base di carbone attivo o pectina; potrebbero essere un valido aiuto per combattere la dissenteria, il classico disturbo di chi assume alimenti o bevande entrati in contatto con acqua contaminata.

Per i disturbi gastrointestinali che presentano sintomi facilmente riconoscibili per comune esperienza dunque, come per tutte le piccole patologie, è più che sufficiente ricorrere all’automedicazione cioè a quei prodotti (detti «da banco» o Otc – in inglese over the counter) che possiamo comprare in farmacia senza prescrizione medica e che sono contraddistinti dal bollino rosso.


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Redazione Sanihelp.it

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