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Rifiuti a Napoli: cresce mortalità per tumori del fegato

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Pubblicato il: 16-01-2008
Sanihelp.it - Alcuni organi di stampa hanno recentemente pubblicato dati allarmanti circa l’aumento di mortalità per tumori nell’area a nord est di Napoli compresa tra Nola, Acerra e Marigliano (area tristemente nota come il Triangolo della Morte), da tempo sede di discariche illegali per rifiuti a elevata tossicità. Questi dati indicano che gran parte dell’eccesso di mortalità registrato è da ascriversi all’incremento dei tumori epatici, che nel nostro paese costituiscono una importante causa di decesso, soprattutto nelle fasce più giovani. 

È fondamentale che Governo e Regioni, oltre a risolvere i problemi contingenti derivanti dall’emergenza rifiuti in Campania, intervengano concretamente a sostenere indagini epidemiologiche e ricerca clinica, e rafforzino i progetti di sorveglianza e i percorsi di diagnosi e cura delle malattie del fegato. 
Il fegato infatti è l’organo principale deputato all’inattivazione e all’eliminazione delle sostanze tossiche per l’organismo. Per questa ragione gli agenti cancerogeni tendono a raggiungere concentrazioni particolarmente elevate nel tessuto epatico, dopo possono favorire la formazione di tumori. Queste sostanze possono raggiungere livelli critici di contaminazione ambientale a seguito della combustione o decomposizione di grandi quantità di rifiuti.

Comunque è bene ricordare che il rischio di cancerogenesi viene enormemente potenziato in presenza delle cause più comuni di danno per il fegato, come l’eccesso di alcol, l’obesità, e soprattutto i virus dell’epatite B e C.
Proprio le infezioni da virus epatitici sono particolarmente frequenti nelle aree del sud dell’Italia, inclusa la Campania dove, da almeno 6 anni, si registrano i più alti tassi di mortalità per cirrosi epatica del Paese.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
AISF - Associazione Italiana per lo Studio del Fegato

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