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Tumore del colon: avanza l'ipotesi virale

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Pubblicato il: 26-11-2002

Dai risultati preliminari di alcune ricerche, viene avanzata l'ipotesi che il Citomegalovirus potrebbe giocare un ruolo rilevante nello sviluppo del cancro al colon e al retto.

Sanihelp.it - Il citomegalovirus (CMV) è un virus molto diffuso e normalmente è innocuo negli individui sani. Negli USA si stima che circa il 90% degli adulti sia portatore del CMV, che nella maggior parte dei casi rimane latente.

Alcune ricerche precedenti, avevano rilevato che l’infezione da CMV può essere chiamata in causa in alcune malattie cardiache, probabilmente per la lunga durata dell’infiammazione nell’organismo.

Il nuovo studio mostra un possibile ruolo del virus nello sviluppo del cancro al colon e al retto, anche se non è stato ancora provata la sua capacità d’agente eziologico. Esaminando alcuni campioni di tessuti con cancro colorettale, insieme a tessuti sani limitrofi, prelevati in 29 pazienti, i ricercatori dell’Alabama hanno riscontrato la presenza di proteine di CMV nella maggior parte dei tessuti malati, ma non in quelli sani.

Le stesse proteine sono state anche rilevate nei polipi colon-rettali presi in esame dai ricercatori. I polipi colon-rettali sono “escrescenze” di natura benigna, ma, col passare del tempo, i polipi possono degenerare in tumori.

Gli autori dello studio, il Dott. Charles S. Cobbes della University of Alabama di Birmingham e coll., riportano le loro scoperte nel numero di novembre della rivista “The Lancet”.
Oltre all’individuazione del CMV nei campioni di tessuto tumorale, si è scoperto, con test di laboratorio, che le cellule colpite dal CMV producono 2 tipi di proteine che possono contribuire alla progressione del cancro al colon.

In realtà, considerando la diffusione nel mondo del virus CMV, è difficile sospettare l’inesistenza d’altri fattori che favoriscono l’insorgenza del cancro colorettale.
Secondo i ricercatori non è totalmente chiaro il modo con cui il CMV favorisce la progressione del tumore colorettale, ma si possono formulare alcune ipotesi: le cellule cancerogene del colon, infettate dal CMV, potrebbero crescere più velocemente, oppure potrebbero essere protette contro l’intervento del sistema immunitario che, normalmente, le eliminerebbe. La ricerca ha infatti evidenziato come il CMV ha la capacità di evitare le componenti del sistema immunitario.

La scoperta degli effetti del CMV sullo sviluppo dei tumori è stata una vera e propria sorpresa, anche se erano stati riportati, in precedenza, evidenze di un potenziale legame tra il virus e il tumore al cervello.
Se le successive ricerche confermeranno il ruolo del CMV nello sviluppo del tumore del colon, è teoreticamente possibile che i vaccini contro il CMV, cui alcuni ricercatori stanno lavorando, siano in grado di agire anche nella prevenzione di tale malattia.

Il cancro colorettale è la seconda causa di morte per cancro negli USA. Tra i fattori di rischio ci sono l’età avanzata, tumori precedenti in ambito familiare e la colite ulcerosa. Gli esperti raccomandano, agli uomini e alle donne, di fare controlli preventivi contro il tumore colorettale, a partire dai 50 anni.

Tratto da “The Lancet” (n 360, anno 2002)


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Redazione Sanihelp.it

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