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Stipsi: un milione di italiani cerca consigli su Internet

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Pubblicato il: 22-01-2008
Sanihelp.it - La stipsi condiziona la vita di chi ne soffre: è quanto emerge da una ricerca internazionale realizzata da Boehringer Ingelheim su un campione di 2.870 pazienti in tutto il mondo (Italia, Regno Unito, Germania, Stati Uniti, Francia, Brasile e Corea del Sud).
Chi soffre di stipsi, oltre ad avere una percezione peggiore delle proprie condizioni di salute, ha maggiori difficoltà nello svolgere normali attività fisiche, siano esse intense (sollevare pesi, correre) o leggere (inginocchiarsi e camminare).
Le donne si sentono poco attraenti e più facilmente irritabili, condizionate nelle attività quotidiane e spesso concentrate sul problema al punto da non sentirsi più se stesse e non relazionarsi con gli altri in modo naturale.

In Italia soffrono di stipsi circa 4 milioni di persone: più del 75% sono donne. Particolarmente colpiti gli anziani (il 40% degli over 60), a causa dell'indebolimento dei muscoli addominali e dello scarso apporto di liquidi, e il 65% delle donne in gravidanza, a causa della pressione che l'utero esercita nell'area pelvica.

Nella maggior parte dei casi l'autogestione del disturbo è il primo passo. Prima di rivolgersi al medico di medicina generale o allo specialista gastroenterologo, infatti, la persona chiede consiglio al farmacista e tende a consultare Internet alla ricerca di informazioni mediche su rimedi naturali e farmacologici.
Sono oltre un milione gli italiani, in pratica i due terzi di quelli che navigano in Internet, che cercano informazioni mediche in rete e la frequenza di accessi ai siti dedicati alla medicina e al benessere aumenta in caso di disturbi inconfessabili e imbarazzanti, come appunto la stitichezza.

I consigli che trovano? Per risolvere forme lievi di stipsi bisogna non far mai mancare nella propria dieta frutta, verdura, legumi e cereali. Bisognerebbe bere almeno un litro e mezzo di acqua al giorno, a partire dal mattino quando si è a digiuno, meglio se non gassata e a temperatura ambiente. Andrebbero evitati i cibi grassi, come gli insaccati, i fritti, le creme a base di uovo, ma anche i superalcolici.

Quando necessario, può essere utile assumere un integratore alimentare a base di glucomannano, una fibra vegetale estratta dai tuberi di una pianta delle Araceae, che aumenta il volume delle feci e favorisce la motilità intestinale rendendo più rapido il transito fecale nell’intestino.


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Redazione Sanihelp.it

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