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Terapie ormonali in menopausa: continuano i dubbi e si cercano le alternative

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Pubblicato il: 28-11-2002

Uno studio sulla terapia ormonale sostitutiva (HRT) è stato interrotto per la comparsa di un lieve, ma non trascurabile, aumento di rischio per la salute.

Sanihelp.it - Dopo questo avvertimento, molte donne hanno interrotto la loro terapia HRT. La HRT è efficace nel migliorare le vampate di calore ed altri sintomi tipicamente menopausali e, interrompendo la terapia, occorre cercare un’altra cura sostitutiva.
Per alcune donne questo vuol dire rivolgersi ai cosiddetti rimedi alternativi e complementari, con trattamenti a base d’erbe o integratori alimentari. Gli studi sull’efficacia e sulla sicurezza delle soluzioni alternative per il trattamento della menopausa, e dei suoi sintomi, sono limitati, secondo l’articolo di novembre apparso su Annals of Internal Medicine.

Al contrario dei farmaci, che devono sottostare a una rigorosa serie di test prima di essere approvati per la commercializzazione, le erbe e molte altre terapie alternative sono classificate come integratori alimentari. A causa di questa distinzione, le terapie alternative sono state studiate meno a fondo.

Il Dr. Fredi Kronenberg della Columbia University a New York e la Dr.ssa Adriane Fugh-Berman della George Washington University a Washington, DC, hanno rivisitato 29 studi su trattamenti alternativi e complementari dei sintomi menopausali. In ogni studio ai pazienti veniva assegnata casualmente una terapia alternativa, oppure un placebo, ossia non ricevevano alcun tipo di trattamento.

Tra tutti i trattamenti alternativi, un’erba chiamata cohosh nero è stata la più studiata. Secondo Kronenberg quest’erba, usata in origine dagli Indiani d’America, sembra avere effetti positivi sulle vampate di calore. Ma anche se il cohosh nero è l’erba più studiata come rimedio per i sintomi della menopausa, i suoi effetti a lungo termine e la sicurezza di impiego rimangono incerti.

Per questo Kronenberg e colleghi stanno portando avanti uno studio clinico a lungo termine per valutare la sicurezza e l’efficacia del cohosh nero, sulle vampate di calore, sulla salute ossea e sulla funzionalità intellettiva.

I principi di funzionamento del cohosh nero, non è stato ancora chiarito, al contrario di altri rimedi alternativi come la soia o il trifoglio rosso, inoltre il cohosh non contiene principi attivi simil-estrogeni chiamati fitoestrogeni.

Sono in atto molti studi sul trifoglio rosso, ma i risultati ottenuti fino ad oggi non sono incoraggianti. Lo studio ha anche rilevato che un’erba chiamata dong quai, la vitamina E, l’agopuntura non avevano alcun effetto nel trattamento delle vampate.

La sicurezza degli integratori alimentari con elevati quantità di sostanze derivate dalla soia, dette isoflavoni, è incerta in quanto non sono totalmente note le reazioni dell’organismo all’assunzione di dosi elevate di questo singolo elemento.
Nel loro articolo Kronenberg e Fugh- Bergman esaminano anche altri metodi terapeutici come gli esercizi di respirazione, che sembrano promettenti e meritevoli di ulteriori approfondimenti, e l’uso di creme progestiniche naturali la cui assunzione viene scoraggiata.
Esaminando le alternative farmacologiche alla HRT, viene evidenziato da molti studi che alcuni farmaci non ormonali, inclusi alcuni antidepressivi, possono aiutare nel ridurre i sintomi. In uno studio pubblicato sul numero di novembre della rivista Mayo Clinic Proceedings, il Dr. Charles L. Loprinzi e colleghi, della Mayo Clinic a Rochester, Minnesota, hanno riferito sull’efficacia di un farmaco anticonvulsivante, chiamato gabapentina, sui sintomi delle vampate di calore.

Uno studio durato 4 settimane condotto su 20 donne, ha rilevato una riduzione della frequenza delle vampate del 66%; da segnalare tuttavia che molte donne hanno interrotto precocemente lo studio per l’insorgere di un effetto indesiderato di stordimento. I risultati comunque incoraggianti indicano che è “ragionevole” utilizzare la gabapentina quando le vampate risultano refrattarie ad altre terapie.

La Dr.ssa Lorraine A. Fitzpatrick, medico della Mayo Clinic, ed il suo collega e coautore ,Dr. Richard J. Santen della University of Virginia a Charlottesville, segnalano che trattare le vampate di calore non significa assumere per forza un medicinale e suggeriscono alle donne di tenere un diario degli episodi,onde identificare, e controllare, gli eventi scatenanti di questi sintomi. Altri suggerimenti includono esercizi regolari e riduzione dei cibi piccanti e dell’alcol nella dieta.
Kronenberg ha notato che la menopausa ha effetti diversi sulle donne. Per la maggior parte le vampate durano da sei mesi a un anno e sono “una scocciatura, ma sopportabili”.

Gli effetti della menopausa sono, in alcune donne, più gravi e possono influire sulla produttività. Secondo una sua stima, nel 15% delle donne le “caldane” durano circa una decade.

Se una paziente perde il sonno a causa dei sintomi da menopausa, l’impiego a breve termine della terapia ormonale sostitutiva può essere la scelta migliore, mentre se la sintomatologia è modesta, potrebbe non essere necessario il trattamento.

Da: Annals of Internal Medicine 2002


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Redazione Sanihelp.it

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