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Epidemia diabete: più sicurezza con pioglitazone

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Pubblicato il: 24-01-2008
Sanihelp.it - Il diabete è una patologia che riguarda milioni di persone in tutto il mondo, tanto da portare molti a definirla l’epidemia diabete. Secondo i dati diffusi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, ne soffrono più di 240 milioni di persone in tutto il mondo, ossia circa il 6% della popolazione mondiale adulta. Il diabete mellito di tipo 2 è la forma dall’impatto più alto: colpisce il 90% della popolazione diabetica mondiale. Solo nel nostro paese si registrano ogni anno 150.000 nuovi casi di diabete di tipo 2. È necessario quindi un intervento tempestivo e efficace per controllare l’impatto di questa patologia.

La terapia farmacologica oggi può contare su un nuovo farmaco, pioglitazone, che ha dimostrato di avere una doppia efficacia : da una parte porta ad un aumento della sensibilità insulinica nel fegato, nel tessuto adiposo e nelle cellule muscolo-scheletriche; dall'altra ha anche un effetto di forte prevenzione dell’incidenza di morte cardiovascolare, infarto del miocardio, ictus, sindrome coronarica acuta.

«Le più serie complicanze del diabete di tipo 2 sono proprio le malattie cardiovascolari - afferma Antonio Ceriello, professore di Endocrinologia all’Università di Udine e alla Warwick University - Circa l’80% dei pazienti diabetici infatti muore per una complicanza cardiovascolare, ossia per un infarto del miocardio o un ictus cerebrale».

Recentemente si è iniziato a parlare di approccio globale alla malattia. Con questa espressione si indica un insieme di terapie che mirano a controllare non solo l’iperglicemia, cioè la manifestazione principale del diabete, ma anche l’ipertensione e le dislipidemie. 

Le dichiarazioni dell’FDA (Food and Drug Administration) e dell’EMEA (Agenzia Europea del Farmaco) sui rischi cardiovascolari dei TZD hanno confermato la sicurezza di pioglitazone. La recente dichiarazione della FDA (14 novembre 2007) ha evidenziato le differenze fra i diversi tiazolidinedioni (TZD) in termini di possibile rischio cardiovascolare.

Anche il Comitato dei Medicinali per Uso Umano (CHMP) dell’EMEA ha confermato lo scorso ottobre il rapporto positivo rischio-beneficio per pioglitazone e ha concluso che i benefici del trattamento del diabete di tipo 2 con pioglitazone superano i rischi. 



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Redazione Sanihelp.it

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