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Caffè e rischio di aborto? Pareri discordanti

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Pubblicato il: 29-01-2008
Sanihelp.it - La diatriba sul consumo di caffè in relazione alla salute continua: la verità è che il caffè ha riscontri positivi sulla salute se lo si consuma con equilibrio e moderazione. La comunità scientifica ha fissato la dose moderata attorno ai 300 mg di caffeina/die ovvero circa 4-5 tazzine di caffè al giorno (se preparato con la Moka).

Ma l'allerta è scattata dopo la pubblicazione di uno studio sull’American Journal of Obstetrics and Gynecology, il quale mostra un aumento di rischio di aborto per le gravide che consumano caffè: tale rischio è però solo del 18% per un consumo giornaliero di 200 mg di caffeina ed è basato solo su 172 donne che hanno abortito. Al contrario uno studio pubblicato sempre nel mese di gennaio su Epidemiology e che include un numero circa doppio di donne, mostra che non vi è associazione tra consumo di caffè e rischio di aborto entro la 20esima settimana di gestazione su maggiori quantità di caffeina. 

I risultati complessivi per la relazione tra consumo di caffè durante la gravidanza e rischio di aborto spontaneo sono dunque discordi. 
Nel caso della relazione tra caffè e aborto, poi, i risultati positivi sono soggetti a un errore di valutazione. Di solito le donne che hanno la nausea nei primi mesi di gravidanza smettono di bere caffè, ma le donne che hanno la nausea hanno una minor incidenza di aborti spontanei, visto che hanno livelli più alti degli ormoni che proteggono la gravidanza. Quindi, le donne che non bevono caffè, almeno in parte, sono quelle che avrebbero comunque una minor incidenza di aborto. Questa osservazione rende difficile stabilire se è veramente il caffè ad aumentare il rischio di aborto o il caffè è un indicatore indiretto di rischio maggiore di aborto.

E allora cosa suggerisce la comunità scientifica? Poiché i risultati sulla relazione tra consumo di caffè e rischio di aborto spontaneo sono controversi, la prudenza suggerisce di ridurre il consumo di caffè durante la gravidanza, che comunque rappresenta un breve periodo di vita per la donna o di rivolgersi, se proprio non se ne può fare a meno, al caffè decaffeinato, sempre con moderazione.


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INRAN

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