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Sanità che cambia: nuova vita per gli infermieri

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Pubblicato il: 05-02-2008
Sanihelp.it - Tra i tanti malesseri che affliggono il mondo della sanità italiana, ce n'è uno tanto diffuso quanto sottovalutato: quello degli infermieri
Pochi, secondo la federazione nazionale IPASVI almeno 60 mila in meno rispetto alla quota ideale di 6,9 ogni mille abitanti, gli infermieri italiani si sentono poco realizzati professionalmente e dotati di scarsa autonomia, tanto che il 50 per cento di essi - uno su due - giunto alla soglia dei 45 anni desidererebbe cambiare professione.

I dati emergono dallo Studio Next, condotto in dieci paesi europei su una popolazione complessiva di 77 mila infermieri. L'Italia, purtroppo, rappresenta ancora una volta il fanalino di coda. Ma qualcosa si sta muovendo per cambiare questa situazione. Si tratta dell'approccio VirtHuman, presentato ieri a Milano presso la fondazione Medtronic Italia.

Un metodo innovativo di gestione strategica del cambiamento, già sperimentato con successo nelle aziende private, è ora sbarcato nella pubblica Amministrazione per valorizzare il potenziale del personale sanitario e del lavoro in team, partendo dal presupposto che, per salvaguardare la dignità del malato e dei suoi familiari, bisogna innanzitutto rispettare la dignità degli operatori che se ne occupano.

Un primo studio-pilota è stato condotto nel 2004-2005 presso l'ospedale San Gerardo di Monza, su circa 300 operatori volontari. «Grazie alla partecipazione al corso di formazione secondo l'approccio VirtHuman - ha spiegato Maria Elena Magrin, che ha seguito l'esperienza per il Centro studio e ricerca sulla patologia cronico degenerativa negli ambienti di lavoro dell'università degli studi Milano Bicocca - Gli operatori hanno sviluppato una serie di fattori protettivi che hanno abbassato dell'11 per cento tutte le sintomatologie stress-correlate».

Dopo il primo esperimento su scala ridotta, l'approccio VirtHuman è stato applicato al primo progetto italiano di cambiamento nella sanità, presso l'ospedale dell'azienda Usl 11 di Empoli. «Finalmente medici, infermieri, ausiliari e tecnici di laboratorio parlano lo stesso linguaggio e si capiscono - ha commentato Claudio Cavalieri d'Oro, presidente di VirtHuman International - Anche se appartenenti a ruoli, dipartimenti e specialità diverse tra loro». A breve, il progetto verrà rivolto anche agli operatori sul territorio e ai medici di base.





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Redazione Sanihelp.it

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