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Linfoma Non-Hodgkin: entro 20 anni il più diffuso

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Pubblicato il: 06-02-2008
Sanihelp.it - Impennata dei linfomi nel mondo. In particolare il linfoma Non-Hodgkin, attualmente al quarto posto tra tutti i tumori, con 12.000 nuovi casi ogni anno solo in Italia, di cui circa 300 in Liguria, tra vent’anni salirà sul gradino più alto del drammatico podio.

La ricerca, però, non si ferma. In particolare i farmaci biologici o target rappresentano una svolta nella terapia: colpendo con precisione solo le cellule malate senza danneggiare quelle sane, costituiscono delle importanti realtà per i pazienti. Un esempio è il rituximab, il primo anticorpo monoclonale ad essere utilizzato per il trattamento di una neoplasia, che ha rivoluzionato il trattamento del linfoma Non-Hodgkin e ultimamente sta dimostrando benefici anche nella leucemia linfatica cronica

Il confortante messaggio carriva da un importante meeting che ha riunito a Genova oltre 250 tra i maggiori esperti di ematologia del nostro Paese, per fare il punto sulle novità della ricerca e della terapia.

«In alcune patologie come i linfomi, i progressi diagnostici e biologici stanno andando di pari passo con le terapie sempre più sofisticate che vengono messe a punto e che contemplano i più recenti anticorpi monoclonali, quali il rituximab», spiega Angelo Michele Carella, direttore della Divisione di Ematologia dell'azienda ospedaliera San Martino di Genova.

Anche l’altra grande categoria di linfomi, quella di Hodgkin, ha ottenuto importanti risultati grazie ai progressi della ricerca scientifica. «I pazienti con linfoma di Hodgkin - sottolinea Pier Luigi Zinzani, professore associato di Ematologia all’Università di Bologna - hanno ottenuto un grande giovamento grazie ai nuovi farmaci, all’ottimizzazione di dosi e cicli di chemioterapia e ad un minor ricorso alla radioterapia, con una diminuzione degli effetti collaterali. Oggi si punta a strumenti di diagnosi sempre più precoci».

I progressi della ricerca farmacologia devono infatti andare di pari passo con la diagnosi precoce, come sottolineano i due esperti. Questi i campanelli d’allarme del linfoma Non Hodgkin: linfonodi ingrossati, sudorazione notturna, febbre persistente, stanchezza continua e perdita di peso inspiegabile. Ai primi sospetti, è importante rivolgersi tempestivamente ai centri specializzati.


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Redazione Sanihelp.it

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