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Coppie sull'orlo di una crisi di nervi: che fare?

I segreti dell'amore che dura per sempre

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Pubblicato il: 07-02-2008

Vissero per sempre felici e contenti non è solo il finale delle favole più amate: può essere anche una realtà. Purché l'amore venga coltivato. La parola all'esperta.

Sanihelp.it - Difficoltà nel capirsi, mancanza di dialogo, dubbi e incertezze nella sessualità: sono questi gli scogli duri delle coppie di oggi. Coppie che fanno fatica a parlarsi e, quando lo fanno, finiscono per discutere. A letto non va poi tanto male, ma la routine fa capolino dietro l’angolo ed è una minaccia continua alla passione. E quando subentra l’astinenza, è subito panico.

Insomma, tra sesso a singhiozzo, mutismi e dialoghi tra sordi, esiste la pozione dell’amore eterno, quello che dura davvero per sempre? «Ogni coppia trova dentro di sé il meccanismo per far funzionare la propria storia -spiega Laura Rivolta, psicoterapeuta e sessuologa- Il segreto sta nell’individuare le falle e cercare, per quanto possibile, di risolverle. Ovviamente parliamo di lacune fisiologiche, cioè normali in ogni rapporto di coppia, e non di conflitti radicati da tempo, che sottintendono problemi seri e che mettono in discussione il futuro stesso della coppia».

Quali sono questi anelli mancanti? «Nelle storie appena iniziate, si lamenta spesso la difficoltà di interpretare il comportamento del partner, che magari si dimostra scostante e discontinuo nelle sue manifestazioni affettive, e quindi subentrano (soprattutto nelle donne) il timore di non saper costruire un rapporto significativo e la paura che l’interesse dell’uomo sia di natura esclusivamente sessuale e non accompagnato da un coinvolgimento sentimentale. Questa è una situazione tipica dei più giovani, che vivono le loro prime storie d’amore.

Se passiamo ai trentenni, è l’insicurezza che la fa da padrone. Le donne temono di sentirsi inadeguate, di non saper rispondere alle aspettative del partner per cui il dubbio che non sussistano le condizioni per una felice prosecuzione del rapporto viene vissuto come un motivo di angoscia.
Dieci anni dopo: nelle coppie collaudate, che magari hanno festeggiato un ventennio di vita insieme e superato ormai la quarantina di età, il ruolo della guastafeste è giocato dalla comunicazione. Spesso da una o da entrambe le parti si è troppo assorbiti dall’ambizione o da un progetto di realizzazione professionale, per cui si tralascia un aspetto così importante nella coppia che è il dialogo».

E dal punto di vista sessuale? «La donna lamenta spesso una carenza di affettuosità e complicità dal parte del compagno e questo crea naturalmente delle difficoltà a condividere una sessualità reciprocamente soddisfacente, mentre l’uomo, da parte sua, vive molto male i periodi di digiuno sessuale, visti sempre e comunque come un problema di coppia. In realtà momenti di astinenza sono assolutamente normali in qualsiasi coppia, che può trascurare il sesso per eccesso di stress o per problemi personali che nulla hanno a che vedere con il buon funzionamento del rapporto».

Quali sono dunque i segreti per un happy end assicurato? «Partirei proprio da quest’ultimo aspetto, quello della sessualità. Bisognerebbe iniziare dal presupposto che il desiderio non segue un andamento costante nel tempo, ma è modulato e fluttante, per cui ogni membro della coppia (e in questo caso parlo più al maschile) dovrebbe interpretare i periodi di astinenza come momenti di assoluta normalità e non forzare le cose, né tanto meno drammatizzarne le cause. Naturalmente si parla di giorni o settimane, non certo di mesi!
Sono moltissimi gli uomini che si rivolgono a me per essere rassicurati sulla frequenza sessuale, ma non ci si può omologare alle statistiche! Ogni coppia ha i suoi ritmi, l’importante è che ci sia sincronia tra i due innamorati. E naturalmente rispetto dei tempi e delle esigenze dell’altro.

Fuori dal letto, il consiglio più importante è senza dubbio di migliorare la comunicazione, dandosi dei messaggi positivi e non riservando il dialogo solo ai momenti di scontro. Scriversi dei messaggini di buongiorno al mattino, salutarsi con un bacio, scambiarsi gesti di tenerezza, sono segnali di una comunicazione latente ma importante in una coppia, che servono a educarla allo scambio e al dialogo. Parlarsi non vuol dire solo affrontare dei problemi, ma anche descrivere la propria giornata, raccontare un aneddoto, ricordare qualche momento divertente».

E per scongiurare la famigerata routine rovina-storie? «Al concetto di routine è legato un pregiudizio sbagliato: la routine non è necessariamente un aspetto negativo, anzi, se dosata è un punto di riferimento importante nella vita quotidiana di una coppia che sta insieme da molto tempo, la ritualità quotidiana dà sicurezza e garanzia, non solo dal punto di vista sessuale. 
Ma non deve diventare un alibi per sedersi: i sentimenti hanno bisogno di essere coltivati, serve tempo per dedicarsi all’altro nonché una sorta di manutenzione affettiva. Se la coppia non si auto-educa al cambiamento, al rinnovamento, alla rigenerazione continua, finisce per morire. Come dire: se mandiamo gli affetti in cantina, rischiamo di non recuperarli più.

Facile a dirsi. Ma cosa significa nella pratica tenere vivo il rapporto? «È più facile di quel che sembri. Provate con un semplice gioco: per una settimana è lei a decidere tempi e modi di stare insieme, quella successiva spetta a lui. È un esercizio semplice e divertente, in fondo se ci si vuole bene basta veramente poco per far funzionare una storia».


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Redazione Sanihelp.it

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