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San Valentino: l'Europa ha mal di cuore

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Pubblicato il: 14-02-2008
Sanihelp.it - Le malattie cardiovascolari sono la prima causa di morte in Europa; ogni anno uccidono oltre 4.3 milioni di europei e di questi oltre 2 milioni sono cittadini comunitari.

European Heart Network e le Associazioni che ne fanno parte in ogni Paese, come ALT - Associazione per la Lotta alla Trombosi in Italia, hanno deciso di pubblicare queste statistiche preoccupanti proprio nel giorno del cuore per antonomasia, il giorno di San Valentino, 14 febbraio 2008.

Patologie come l’infarto o l’ictus, da trombosi e da embolia, non uccidono, però, in modo omogeneo: in Bulgaria le malattie cardiovascolari causano il 62% dei decessi negli uomini e il 71% nelle donne, in Francia il 26% degli uomini e il 31% delle donne.

Ci sono notevoli differenze anche fra nord e sud Europa: si muore meno nei Paesi dell’Europa settentrionale, meridionale e occidentale, mentre si continua a morire nei Paesi dell’Europa centrale e orientale.
Per fare un esempio, tra il 1995 e il 2005, il tasso di mortalità per infarto del miocardio si è dimezzato (-53%) negli uomini in Irlanda, mentre in Romania è sceso solo del 18%.

L’ictus cerebrale (ormai a pieno titolo inglobato dal termine malattie cardiovascolari data la stretta connessione fra cuore, cervello e circolazione del sangue) è diventato meno aggressivo per le donne in Irlanda (tasso di mortalità tra le donne è diminuito del 57% in Irlanda) ma non in Romania (- 29%).
In Ucraina addirittura è aumentato del 13% negli uomini e del 12% nelle donne.

In generale, nella UE le donne muoiono più degli uomini per colpa di queste malattie vascolari: 45 donne su 100 muoiono di malattie cardiovascolari, e 38 uomini su 100.
La sola trombosi coronarica (infarto o angina) è la causa più frequente di morte non solo nella UE ma anche nei Paesi Europei che non hanno ancora aderito all’Unione.

Ogni anno una morte su 6 negli uomini (16%) e una su sette nelle donne (15%). L’ictus cerebrale (che nella stragrande maggioranza dei casi è provocato da una ischemia causata da un trombo o da un embo) è il secondo grande killer: uccide ogni anno una donna su 8 (12%) e un uomo su 11 (9%). 

Troppi cuori malati prosciugano le casse dell’Europa. Le malattie cardiovascolari pesano sull’economia dell’Unione Europea per 192 miliardi di euro l’anno: per comprenderne l’impatto si pensi che l’intero bilancio 2008 per l’UE ammonta a 129.1 miliardi di euro. Questo significa che il costo pro capite per ogni cittadino dell’UE è di 391 euro all’anno.

Questi costi variano all’interno di ogni Stato Membro: meno di 60 € pro capite all’anno in Bulgaria e oltre 600 € pro capite all’anno in Germania e nel Regno Unito. Sul totale, il 57% viene speso per l’assistenza sanitaria, il 21% è imputabile alla perdita di produttività e il 22% all’assistenza generale delle persone con malattie cardiovascolari.

Anche i costi variano nei diversi Paesi dell’UE, moltiplicandosi enormemente (di quasi 12 volte nel 2006) negli ultimi anni: si pensi che in Romania il costo è calcolato intorno a 34 euro mentre in Germania ammonta a 413 euro. Lussemburgo, Danimarca e Cipro spendono il 5% del proprio budget per queste malattie, la Polonia il 17%.
Un prezzo molto gravoso per l’intera comunità europea, pesante non solo per il numero di morti ma anche per la enorme quantità di malati.

European Heart Nework sollecita la Commissione Europea a formulare con urgenza una strategia globale e concreta per prevenire le malattie cardiovascolari nell’Unione Europea. La Commissione Europea e il Parlamento Europeo hanno dimostrato negli ultimi anni grande sensibilità sul tema della prevenzione delle malattie cardiovascolari: oggi questo sostegno deve tradursi in una ulteriore azione affinché il Consiglio dell’Unione Europea faccia tutto quanto in suo potere per ridurre non solo il numero dei pazienti che ogni anno sono colpiti, ma anche le deplorabili disuguaglianze tra gli Stati Membri dell’Unione Europea. 

Un’Europa con il cuore forte è indispensabile per uno sviluppo sostenibile.




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Redazione Sanihelp.it

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