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Non più fratture al femore con un farmaco all'anno

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Sanihelp.it - Ogni anno in Italia circa 80.000 persone incorrono in una frattura al femore, in maggior misura dopo i 70 anni. Questi eventi traumatici compromettono gravemente la qualità di vita dei pazienti e comportano significativi costi in termini di ospedalizzazione e riabilitazione, necessitando di assistenza a lungo termine e andando incontro, nel 25% dei casi, a una seconda frattura.

Il fenomeno delle ri-fratture è correlato al fatto che la maggior parte dei pazienti, dal 40 al 60%, non si presentano alla visita di controllo dopo l’intervento al femore. Inoltre, tra i pazienti che iniziano un trattamento terapeutico, si registra un tasso di aderenza alla terapia inferiore al 50% (cioè meno di 6 mesi/anno) che, secondo evidenze cliniche, non genera alcuna protezione dalla ri-frattura.
Il rischio di fratture e ri-fratture da osteoporosi spesso non adeguatamente diagnosticato e trattato comporta conseguenti costi per il Servizio sanitario. Basti pensare che in Italia per il 2009 si stimano costi a carico del Ssn per fratture e ri-fratture al femore pari a circa 1.211 milioni di Euro, di cui 212 milioni solo per le ri-fratture. 

Oggi esiste la possibilità di gestire in modo innovativo il problema delle ri-fratture per ridurre mortalità e morbilità delle pazienti e al tempo stesso diminuire l’impatto sui costi del Ssn. Trattare tutti i pazienti che subiscono una frattura di femore con acido zoledronico 5 mg ridurrebbe le ri-fratture di femore del 30%, diminuendo quindi anche i decessi successivi, assicurando una compliance del 100%. L’acido zoledronico 5 mg, con un risparmio netto valutato in circa 50 milioni di Euro/anno per il Servizio sanitario nazionale, è il primo farmaco che, pur dimostrando una maggiore efficacia rispetto alle terapie esistenti, ha un costo più basso dei generici

A fare la differenza per i pazienti saranno la modalità di assunzione, una sola volta all’anno, come una sorta di vaccinazione annuale. L’efficacia dell’acido zoledronico 5 mg è stata definita sorprendente dal New England Journal of Medicine, che ha pubblicato due studi secondo cui l’acido zoledronico 5 mg in monosomministrazione annuale riduce significativamente le fratture ossee in tutti i siti chiave (riduzione del 70% delle fratture vertebrali e del 41% delle fratture del femore), impedisce ulteriori fratture e migliora la sopravvivenza dei pazienti (ulteriori fratture del 35% e rischio di morte del 28%). 

L’acido zoledronico 5 mg (Aclasta®) indicato per il trattamento delle donne in post-menopausa ad aumentato rischio fratture, è rimborsato dal Servizio sanitario nazionale anche in assenza di fratture. A differenza degli altri paesi dell’UE e degli USA, in Italia il farmaco è ospedaliero.
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di Roberta Camisasca 
Fonte: Novartis
Tags: osteoporosi, fratture al femore,
Revisione: 20-02-2008

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