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L'acidosi, un problema diffuso

Il benessere? Questione di equilibrio… acido-base

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Pubblicato il: 27-02-2008

Quando l'organismo fatica a smaltire le scorie, si può incorrere in un problema chiamato acidosi. Per identificarlo basta un test, per combatterlo servono dieta, acqua e sport.

Sanihelp.it - Il corpo umano è un sistema efficiente, capace di utilizzare ogni sostanza introdotta e trasformarla in energia necessaria a svolgere tutte le attività quotidiane. Cibo e aria sono le nostre fonti di energia principali; basti pensare che in poco più di 70 anni di vita introduciamo quasi 30 tonnellate di cibo suddivise in poco più di 105.000 pasti (compresi caffè e spuntini) e respiriamo 12-16 volte al minuto… 24 ore su 24, per ogni giorno della nostra vita!
In questo modo introduciamo grandi quantità di carburante che in parte viene utilizzato e in parte diventa prodotto di scarto (scorie metaboliche); il sangue infine porta agli organi escretori le scorie che vengono eliminate attraverso urine, feci, sudore e respirazione.

La scarsa qualità di cibo e aria a nostra disposizione - a causa di inquinamento,vita sedentaria, abuso di farmaci antinfiammatori, cibi industriali, alcol, fumo ed errati stili di vita – produce una maggiore quantità di rifiuto acido inutilizzabile dall’organismo.
Il sangue, leggermente alcalino, aiuta l’organismo nell’opera di eliminazione ma, quando la quantità di rifiuto supera la possibilità di smaltimento, le scorie si accumulano e l’equilibrio acido-base va in tilt. L’acidosi che ne deriva determina uno stato di stress dell’organismo dovuto all’accumulo di rifiuti nei tessuti che porta al deterioramento, e quindi all’invecchiamento precoce dei tessuti.
Come scoprire l'acidosi? La valutazione del pH delle urine, ripetuta per qualche giorno 2-3 volte al giorno, fornisce una indicazione importante. Il test si effettua utilizzando le cartine apposite per l’esame delle urine con scala pH 5-8 (si trovano in farmacia); i valori rilevati a ogni test devono essere segnati all’interno dello schema riportato sotto (ogni rilevazione può corrispondere a test effettuati in giorni differenti). Unendo con una linea tutte le rilevazioni quotidiane, si disegnerà una curva che, in situazioni ideali, dovrebbe essere contenuta all’interno dello spazio bianco. Se invece si discosta notevolmente dalla curva ideale, si può parlare di acidosi. 

Per combattere questo problema, bisogna innanzitutto modificare il proprio stile di vita, integrando l’alimentazione con nutrienti alcalinizzanti (frutta, verdura, patate, cavoli, lattuga, insalata), in modo che rappresentino circa il 75% del consumo giornaliero. I cibi acidificanti sono la carne, il pollame, i salumi, il formaggio fresco e stagionato, lo yogurt, i prodotti a base di farinacei e i dolci. 

Molti alimenti, pur essendo acidificanti, sono indispensabili nella dieta perché fonte essenziale di proteine e vitamine. In questo caso, l’apporto acidificante sarà compensato dall’assunzione di alimenti a contenuto alcalinizzante. Un esempio: per compensare l’acidità tissutale derivante da 200 g di manzo, sarà necessario consumare 250 g di cavolo o rapa, 1,6 Kg di piselli freschi e 400 g di cavolfiore. 

È necessario anche assumere quotidianamente un quantitativo sufficiente di acqua o tisane, circa 1,5 litri, limitando il più possibile tè, caffè e alcolici.
Una passeggiata nei boschi o una corsa in bicicletta migliora l’apporto di ossigeno e promuove il rilascio di acido carbonico sotto forma di anidride carbonica. Meglio evitare, se possibile, situazioni che generano stress.
E quando diventa difficile seguire tutte le indicazioni necessarie per ridurre la quantità di scorie accumulate nell’organismo, possono venire in aiuto prodotti alcalinizzanti che aiutano a equilibrare il rapporto calcio-magnesio. Si trovano in farmacia.


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Redazione Sanihelp.it

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