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Calo del desiderio femminile: la prima fotografia italiana

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Pubblicato il: 29-02-2008
Sanihelp.it - È stata presentata questa mattina a Firenze, al Congresso Mondiale della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica (ISGE), la prima fotografia italiana del calo del desiderio femminile.
Si tratta dello Studio Lei (lack of testosterone impact survey), svolto con l’egida dell’ISGE e con il patrocinio della Società Italiana della Menopausa (SIM) e della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età (SIGITE), che ha coinvolto oltre 560 donne e 121 ginecologi. 
All’indagine, condotta da maggio a ottobre 2007, hanno partecipato donne italiane di tutta la penisola, di età compresa tra i 35 e i 69 anni in menopausa chirurgica, causata da ovariectomia bilaterale con o senza isterectomia, che hanno risposto a un questionario proposto dal loro ginecologo.

L’obiettivo dello studio era quello di valutare i molteplici aspetti di un disturbo di cui spesso non si parla, il calo del desiderio sessuale (o disturbo da desiderio sessuale ipoattivo, Hypoactive Sexual Desire Disorder- HSDD), che affligge il 78,7% delle donne in menopausa chirurgica, nonchè il loro livello di conoscenza del ruolo del testosterone come origine del problema. 

«Tra le curiosità emerse dallo studio, la riduzione del desiderio sessuale era meno accentuata nelle donne nubili (21,2%) rispetto alle donne coniugate (36,7%), evidenziando che la menopausa chirurgica può compromettere fortemente la relazione col partner, soprattutto in presenza di calo del desiderio - fa notare la professoressa Rossella Nappi, dell’Unità di Endocrinologia ginecologica e Menopausa della Fondazione Maugeri, Università di Pavia - 6 donne su 10, infatti, hanno dichiarato compromesso il loro rapporto con il partner a seguito della menopausa chirurgica e l’età più vulnerabile a riguardo sembra essere tra i 45 e 49 anni».

Ma quante donne sanno che il calo del desiderio non è un problema di testa, ma di testosterone? Secondo lo studio, meno del 40%. 

«La consapevolezza che il testosterone possa essere responsabile del calo del desiderio sessuale è un elemento di sollievo per le donne che soffrono di tale problema - spiega Stefano Lello, responsabile del Servizio di Ginecologia Endocrinologica e Fisiopatologia della Menopausa dell’IRCCS-IDI e Ospedale San Carlo di Roma e vicepresidente della Società Italiana di Ginecologia della Terza Età (SIGITE) - Perché in questo modo non si sentono in colpa (56,8%) e sono più incoraggiate ad assumere un farmaco (64.9%): 7 donne su 10, infatti, una volta saputo che il calo del desiderio dipende dalla carenza di testosterone, dichiarano di essere disposte ad assumere un farmaco».

La soluzione terapeutica per il calo del desiderio, oggi, è il cerotto transdermico al testosterone, disponibile da meno di un anno in farmacia, che permette di aumentare in modo fisiologico il tasso di ormone circolante. Ma prima occorre una diagnosi certa. 
«Per aiutare le donne a riconoscere questo disturbo – conclude Andrea R. Genazzani, direttore della Cattedra di Ostetricia e Ginecologia dell’Università di Pisa e presidente della Società Internazionale di Ginecologia Endocrinologica (ISGE) - La comunità scientifica ha messo a punto un questionario di autovalutazione, disponibile anche presso il proprio ginecologo».
 
Lo specialista continua dunque a rivestire un ruolo chiave: un elevato numero di donne (73,9% sì; 14,3% abbastanza) parlerebbe volentieri del calo del desiderio sessuale con il ginecologo, soprattutto le donne disposte a prendere in considerazione l’utilizzo di presidi terapeutici (82,4%).


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Redazione Sanihelp.it

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