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Partorire in acqua: 6 domande frequenti

Tutto quello che vorresti sapere sul parto in acqua

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Pubblicato il: 02-03-2008

Dalla durata del bagno alle sensazioni del bambino: ecco 6 dubbi comuni delle future mamme sul parto in acqua: rispondiamo alle vostre domande.

Sanihelp.it - 1. A quale fase del travaglio è meglio entrare in vasca? L’attrazione verso l’acqua e i tempi per fare uso della vasca da parto variano molto da donna a donna, da travaglio a travaglio. Se le contrazioni del periodo prodromico sono intense e si susseguono in lunghe serie prima del travaglio effettivo, l’acqua può avere un effetto estremamente distensivo; stando immerse le contrazioni potrebbero diminuire e la donna potrebbe anche addormentarsi, risparmiando le energie per il travaglio e il parto a venire. Tieni presente però che utilizzare la vasca fin dall’inizio può stancarti e portarti a rifiutare questa preziosa risorsa più avanti, quando le contrazioni si fanno più intense e dolorose. Inoltre, entrare in acqua troppo presto potrebbe rallentare le contrazioni e allungare il travaglio.

2. Quando tempo si può rimanere immerse? Se si mantiene l’acqua alla giusta temperatura e se la temperatura della donna viene controllata, si può rimanere nell’acqua quanto si vuole senza correre alcun rischio.

3. Acqua alta o acqua bassa? La profondità dell’acqua è importante, perché più si è immerse maggiore è la spinta idrostatica e quindi l’effetto di galleggiamento. Ogni donna, tuttavia, ha le sue preferenze: alcune amano l’acqua profonda, altre si sentono più a loro agio quando il livello è basso.

4. Come faccio a rilassarmi sfruttando l’acqua? Galleggiare fra una contrazione e l’altra è un modo efficace per rilassarsi. Bagnandoti i capelli e mettendo la testa sott’acqua potrai ridurre le stimolazioni esterne e il rumore, lasciandoti completamente andare. Alcune donne sono molto spaventate dall’idea del parto e possono trovare difficile abbandonarsi alla potenza delle ultime contrazioni. Il contatto con l’acqua calda può aiutare a lasciarsi andare.

5. Cosa fare se il parto comincia mentre sono in vasca? Se ti trovi nella vasca quando cominciano le contrazioni espulsive, generalmente non c’è motivo per uscire; puoi continuare a usare tutte le posizioni che ti rendono più facile spingere durante le contrazioni e riposarti tra l’una e l’altra. La spinta è più efficace se ti inginocchi o ti accovacci tenendoti al bordo della vasca: se il parto è facile, può essere meglio stare seduta o galleggiare sul dorso. Nei periodi di calma puoi galleggiare e rilassarti, lasciando che il tuo corpo venga sostenuto dall’acqua e dal tuo compagno.

6. Cosa succede quando il bambino nasce? Mentre si trova sott’acqua il bambino non respira ancora e l’ossigeno continua ad arrivargli alla placenta attraverso il cordone ombelicale; in questa fase è il battito cardiaco del bambino che fa pulsare il cordone ombelicale. L’ostetrica controllerà subito le pulsazioni del cordone sott’acqua e libererà il bambino se il cordone è attorcigliato intorno al collo. Nell’arco di pochi secondi lo accompagnerà con delicatezza verso la superficie. Te lo porgerà con il viso rivolto verso il basso, per favorire la fuoriuscita del liquido amniotico dai polmoni. Il bambino può aprire gli occhi sott’acqua o subito dopo essere emerso, quando ha il primo contatto con te.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
J. Balaskas e Y. Gordon, Manuale del parto in acqua, Red Edizioni

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