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Viaggio tra i detergenti per il viso

Lavarsi il viso: meglio latte o sapone?

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Pubblicato il: 02-03-2008

Per la quotidiana pulizia del viso, cosa scegli? Ecco virtù e difetti di latti e saponi. E per chi non è mai contenta...

Sanihelp.it - Per mantenere la pelle sana, giovane e bella è necessario curarne ogni giorno la pulizia. Nella jungla commerciale di cosmetici per il viso e per il corpo, è facile cadere preda della confusione e scegliere senza criterio. Ecco cosa propone il mercato cosmetico per la detersione quotidiana del viso.

La saponetta: classica, intramontabile e tanto cara alle nostre nonne, la saponetta viene oggi accantonata a favore dei suoi colleghi liquidi. A torto o a ragione? In realtà bisogna ammettere che all’uso della saponetta sono statisticamente legate meno reazioni allergiche rispetto ai saponi liquidi, se non altro per il più rapido contatto tra il prodotto e la pelle. è un’ottima soluzione soprattutto per le pelli miste, per la sua capacità di pulire in profondità. D’altro canto, alcune pelli particolarmente delicate potrebbero trovare la saponetta troppo aggressiva, in questo caso è meglio usarla per mani, piedi o corpo, dove la pelle è più robusta e resistente, e non per il viso.

I saponi non saponi: i cosiddetti syndet (synthetic detergent), sono saponi privi di tensioattivi (sostanze di origine animale, vegetale o sintetica che catturano lo sporco della pelle ma tolgono anche le sostanze utili del film idrolipidico) o, quando presenti, sono molto delicati. Sono quindi adatti alle pelli sensibili, predisposte alle allergie o a quelle dei neonati. Hanno un pH ideale per la pelle vanno usati con prudenza in caso di pelle molto secca, perché tendono a inaridire la cute

I saponi interrotti: sono saponi dotati di ottime capacità detergenti, sono quasi privi di effetti nocivi per la pelle e hanno un alto grado di degradabilità.

I latti detergenti: in commercio si trovano per tutti i tipi di pelle, sono in grado di rimuovere le sostanze che stazionano sulla superficie della pelle senza danneggiare il film idrolipidico.

Come si identifica il prodotto che soddisfi le proprie esigenze? Ecco le regole d’oro.

1. Delicatezza. Per pulire la pelle senza comprometterne le capacità difensive occorrono detergenti delicati, che mantengano il pH della cute a un grado di acidità che costituisca una sorta di barriera chimica contro gli elementi aggressivi esterni. Ideali sono i prodotti con un pH compreso tra 4,2 e 5,6, che uniscono all’azione detergente un’azione cosmetica in grado di conferire alla pelle morbidezza ed elasticità.

2. Acqua. L’azione detergente del sapone dipende anche dal pH dell’acqua impiegata per il lavaggio e dal suo contenuto in minerali: un sapone a contatto con acqua dura, per esempio, può dare origine a sostanze (sali di calcio e sali di magnesio) che si depositano sulla pelle con la possibile conseguenza dell’otturazione dei dotti delle ghiandole pilosebacee.

3. Saponi di nuova generazione. Il frequente impiego nella loro produzione di essenze profumate, che penetrano facilmente nella pelle, può essere causa di irritazioni o dermolesioni. Un’azione negativa può essere svolta anche dai prodotti stabilizzanti, aggiunti ai saponi stessi per impedirne l’irrancidimento e la proliferazione di germi estranei. Tra gli ingredienti dei saponi troviamo anche sostanze deodoranti, che hanno lo scopo di bloccare i batteri responsabili della decomposizione del sudore, ma che possono danneggiare la flora batterica che protegge la cute.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
B. Massa, Bella come a 20 anni, Red Edizioni

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