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Dieta in gravidanza e allattamento

Per la salute del bebé, sì agli acidi grassi

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Pubblicato il: 05-03-2008

Nuove evidenze scientifiche sottolineano l'importanza di alcuni nutrienti per il corretto sviluppo del neonato. Ecco cosa non deve mancare nella dieta della mamma o nel latte in polvere

Sanihelp.it - Nuove raccomandazioni pubblicate in questi giorni sul Journal of Perinatal Medicine sottolineano l’importanza di un’adeguata assunzione di alcuni tipi di acidi grassi (DHA omega-3 e AA omega-6) nel corso della gravidanza, dell’allattamento e dell’infanzia, per il corretto sviluppo di occhi e cervello dei neonati. Tali raccomandazioni sono state sviluppate da un gruppo di esperti di nutrizione infantile di 11 paesi e hanno avuto l’approvazione della World Association of Perinatal Medicine, della Child Health Foundation e della Early Nutrition Foundation.

Il team di esperti sottolinea che l’allattamento al seno rappresenta la migliore alimentazione in assoluto, dato che il DHA e l’AA sono presenti naturalmente nel latte materno. Tuttavia, quando la madre non è in grado di allattare al seno, o sceglie di non allattare, la formulazione di latte per neonati dovrebbe contenere livelli raccomandati di DHA compresi fra lo 0,2% e lo 0,5% di acidi grassi e la quantità di AA dovrebbe essere quanto meno pari ai livelli di DHA. Inoltre un’aggiunta di almeno lo 0,2% di DHA e AA è necessaria per conseguire benefici in termini di sviluppo funzionale.

La quantità di acidi grassi essenziali fornita ai bambini tramite l’assunzione materna nel corso della gravidanza e/o dell’allattamento, o tramite latte in polvere integrato, è importante. Infatti la maggiore crescita del cervello dei bambini avviene nel corso della gravidanza e nei primi due anni di vita: durante questo periodo i neonati hanno la maggiore necessità di DHA omega-3 e AA omega-6, ma non possono produrli da soli.
Le donne, durante la gravidanza e l’allattamento, possono assicurare che i propri figli assumano una quantità sufficiente di DHA seguendo una dieta ricca di DHA comprendente pesce e verdura. Infatti la principale fonte alimentare di DHA è il pesce ricco di olio, mentre l’AA si trova in carne, uova e latte.
Ma se raggiungere la quota giornaliera consigliata di AA non risulta generalmente un problema, la tipica dieta occidentale risulta spesso povera di pesce ricco di olio, quindi l’apporto di DHA consigliato in gravidanza, e corrispondente a una o due porzioni di pesce a settimana, non è sempre garantito. Ecco che in questi casi può essere utile ricorrere a integratori dietetici vegetali contenenti DHA, o ad alimenti fortificati con DHA vegetale. 

In sintesi gli esperti raccomandano:

1. l’importanza di una dieta bilanciata per le donne che allattano al seno, che preveda l’assunzione regolare di DHA

2. l’assunzione in gravidanza di almeno 200mg di DHA al giorno (equivalente a due porzioni di pesce di mare ricco di olio alla settimana)

3. l’integrazione di DHA e AA nel latte in formula per neonati, se il latte materno non è disponibile

4. l’integrazione di DHA dallo 0,2% allo 0,5% degli acidi grassi (lo 0,2% è il livello minimo necessario per riscontrare benefici nello sviluppo funzionale)

5. l’integrazione del latte artificiale con AA in quantità almeno pari alla quantità di DHA

6. l’assunzione alimentare di DHA e AA anche nel secondo semestre di vita (ma gli esperti non hanno informazioni sufficienti per raccomandare le quantità esatte).


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Redazione Sanihelp.it

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