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Speciale Automedicazione

Cosa significa automedicarsi?

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Pubblicato il: 14-03-2008

Automedicarsi non significa sostituirsi al medico. Ma cosa sono i farmaci da banco, come si riconoscono e come si scelgono?

Sanihelp.it - Cos’è l'automedicazione responsabile? Automedicarsi vuol dire curare da sé lievi disturbi o sintomi passeggeri, come tosse, raffreddore, stitichezza: disturbi che conosciamo bene, che sappiamo non essere collegati a patologie serie, e che possiamo affrontare anche senza l’intervento del medico per la ricetta. Automedicarsi, però, non significa trascurare il proprio medico, che va avvertito se il sintomo perdura, si ripresenta spesso o con intensità superiore, e comunque in caso di dubbi.

Come faccio ad automedicarmi? Per curare i piccoli disturbi si può ricorrere a farmaci appositamente formulati, chiamati appunto farmaci di automedicazione, vendibili anche senza prescrizione medica perché, nel loro impiego ampiamente diffuso, si sono dimostrati efficaci e facili da utilizzare.

Cosa sono i farmaci di automedicazione? Vengono chiamati anche farmaci da banco o Otc – over the counter. Sono quelli destinati alla cura di disturbi che sappiamo riconoscere e che sono di breve durata. Come per tutti i farmaci, vanno assunti con attenzione. È quindi indispensabile attenersi alle istruzioni riportate sul foglio illustrativo e, in caso di dubbio, consultare il medico o il farmacista.

Come si riconoscono? Sono contraddistinti da un bollino rosso di identificazione sulla confezione, che indica che stiamo scegliendo un farmaco adatto a curarci da soli. Al contrario, la sua assenza dice che stiamo assumendo un farmaco che ha bisogno della prescrizione medica e che non possiamo assumere autonomamente. Il bollino dice che il farmaco è sicuro, che è testato e che il Ministero della Salute lo ritiene idoneo al trattamento dei disturbi indicati nel foglio illustrativo.

Cosa possiamo curare con i farmaci di automedicazione? Malesseri semplici, che si risolvono in pochi giorni, in alcuni casi solo poche ore (come per i dolori), ma è bene ricordare che se i sintomi persistono dopo il trattamento con i farmaci di automedicazione o se si ripresentano con frequenza, è necessario consultare il medico.

Quando ricorrere ai farmaci di automedicazione? Quando non c'è bisogno del medico, cioè quando ci troviamo di fronte a sintomi che abbiamo imparato a riconoscere per esperienza diretta, quelli per i quali abbiamo già sentito una volta il parere del medico e non ci sono circostanze aggiuntive per cui occorre consultarlo di nuovo; oppure piccoli problemi evidentemente innocui, senza complicazioni.

Come riconosco i sintomi che posso curare da solo? I più frequenti disturbi curabili con farmaci di automedicazione sono: malesseri stagionali: tosse, raffreddore, sintomi influenzali, febbre; dolori episodici: mal di testa, strappi e dolori muscolari, infiammazioni, contratture, contusioni, dolori mestruali; dolori digestivi: episodi di stitichezza o di diarrea, digestione lenta, bruciore di stomaco.


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