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Dolori mestruali: curarli con l'automedicazione

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Pubblicato il: 14-03-2008

Tra i disturbi femminili che possono influire sulla qualità di vita, alcuni possono essere riconosciuti e trattati autonomamente in modo responsabile, ricorrendo all'automedicazione.

Sanihelp.it - La dismenorrea, o mestruazione dolorosa, può accompagnare i normali flussi mestruali (primaria) oppure essere dovuta a disturbi ginecologici (secondaria). 
La dismenorrea primaria generalmente si caratterizza come un dolore a crampi nel basso ventre e nei casi più gravi può estendersi alla regione del coccige e delle cosce. Il dolore compare il giorno prima dell’inizio della mestruazione e gradualmente si riduce fino a scomparire solitamente entro il primo giorno della stessa. I crampi al ventre spesso sono accompagnati da nausea, vomito, cefalea, mal di schiena ed affaticamento.
Nella dismenorrea secondaria il dolore è continuato e può insorgere in qualsiasi momento del ciclo e tende ad accentuarsi con la comparsa del flusso mestruale. 

La terapia di automedicazione ritenuta più idonea è quella basata sulla somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) come l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene, il naprossene sodico, il ketoprofene. Anche il paracetamolo, pur essendo un farmaco principalmente antipiretico, può risultare utile nei casi il soggetto sia intollerante ai FANS o esistano altre controindicazioni al loro uso. In caso di persistenza del disturbo è necessario rivolgersi al medico. 

Un consiglio: per sedare i crampi caratteristici del ciclo mestruale è opportuno concedersi una mezza giornata a riposo con una borsa dell’acqua calda sulla pancia. Anche il movimento può essere d’aiuto nel contrastare la dismenorrea, praticare un po’ di attività fisica, infatti, è un antidolorifico più che naturale: lo sport stimola la produzione di endorfine che hanno un’azione analgesica pari a quella della morfina.


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ANIFA

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