Speciale Automedicazione
Dolori mestruali: curarli con l'automedicazione
Tra i disturbi femminili che possono influire sulla qualità di vita, alcuni possono essere riconosciuti e trattati autonomamente in modo responsabile, ricorrendo all'automedicazione.
Sanihelp.it - La
dismenorrea, o mestruazione dolorosa, può accompagnare i normali flussi mestruali (primaria) oppure essere dovuta a disturbi ginecologici (secondaria).
La
dismenorrea primaria generalmente si caratterizza come un dolore a crampi nel basso ventre e nei casi più gravi può estendersi alla regione del coccige e delle cosce. Il dolore compare il giorno prima dell’inizio della mestruazione e gradualmente si riduce fino a scomparire solitamente entro il primo giorno della stessa. I crampi al ventre spesso sono accompagnati da nausea, vomito, cefalea, mal di schiena ed affaticamento.
Nella
dismenorrea secondaria il dolore è continuato e può insorgere in qualsiasi momento del ciclo e tende ad accentuarsi con la comparsa del flusso mestruale.
La terapia di automedicazione ritenuta più idonea è quella basata sulla somministrazione di farmaci antinfiammatori non steroidei (
FANS) come l’acido acetilsalicilico, l’ibuprofene, il naprossene sodico, il ketoprofene. Anche il
paracetamolo, pur essendo un farmaco principalmente antipiretico, può risultare utile nei casi il soggetto sia intollerante ai FANS o esistano altre controindicazioni al loro uso. In caso di persistenza del disturbo è necessario rivolgersi al medico.
Un consiglio: per sedare i crampi caratteristici del ciclo mestruale è opportuno concedersi una mezza giornata a riposo con una borsa dell’acqua calda sulla pancia. Anche il movimento può essere d’aiuto nel contrastare la dismenorrea, praticare un po’ di attività fisica, infatti, è un antidolorifico più che naturale: lo sport stimola la produzione di endorfine che hanno un’azione analgesica pari a quella della morfina.
di Roberta Camisasca
Fonte: ANIFA
Tags: automedicazione, dismenorrea,
Revisione: 29-06-2009