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Alimentazione e prevenzione: il pesce riduce il rischio di ictus nell'uomo

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Pubblicato il: 13-01-2003

Secondo i risultati di un nuovo studio, le persone che mangiano pesce almeno una volta al mese, dimostrano una riduzione del rischio di ictus, che insorge all'interruzione del flusso sanguigno al cervello.

Sanihelp.it - Mangiare pesce non sembra invece ridurre il rischio di emorragie cerebrali.

In uno studio condotto su più di 43.000 uomini, di età compresa tra i 40 ed i 75 anni, si è dimostrata l’associazione tra il consumo di pesce da una a tre volte al mese, e la riduzione del 43% del rischio di ictus. Se l’assunzione era invece di almeno cinque volte alla settimana, la riduzione del rischio si attesta sul 46%.

Non è ancora completamente chiaro come questo modesto quantitativo di pesce possa ridurre il rischio di ictus, anche se il pesce risulta ricco in acidi grassi poliinsaturi a catena lunga omega-3 (PUFA, in inglese). Gli acidi grassi omega-3 possono avere effetti diversi sul metabolismo, e tra questi da segnalare la riduzione dell’adesività delle piastrine, indispensabile per la formazione di coaguli. I coaguli, tuttavia, sono la causa dell’80% degli ictus, e ridurne la formazione può quindi prevenire questa malattia.

Uno studio recente ha dimostrato che le donne che consumano pesce almeno cinque volte alla settimana, dimostrano una riduzione del rischio di ictus, pari al 62% rispetto a donne che introducono pesce nella dieta meno di una volta al mese.

Il Dr. Ka He e colleghi, della Harvard School of Public Health a Boston, Massachusetts, concludono quindi che appare evidente come mangiare pesce almeno una volta al mese può ridurre il rischio di ictus ischemico nell’uomo.

I risultati sono stati pubblicati sul numero del 25 dicembre della rivista Journal of the American Medical Association.
I ricercatori hanno studiato uomini che hanno partecipato ad un grande studio su scala nazionale, chiamato Health Professional Follow-up Study. Gli uomini arruolati nello studio, che non presentavano patologie cardiache o diabete al momento dell’inizio dello studio, hanno risposto a un dettagliato questionario sulle loro abitudini alimentari.
Nei 12 anni successivi i ricercatori hanno documentato 608 ictus, inclusi 377 ictus ischemici e 106 ictus emorragici. Al contrario delle risposte promettenti sull’ictus ischemico, non sono state trovate correlazioni tra la dieta a base di pesce e ictus emorragici.

Dato interessante è che gli uomini che consumano una maggior quantità di pesce, sono anche spesso non-fumatori e non-obesi, e spesso praticano più esercizio fisico ed assumono integratori multivitaminici. Gli uomini esaminati hanno riferito inoltre una storia di ipertensione o ipercolesterolemia.

Da: Journal of the American Medical Association 2002


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Redazione Sanihelp.it

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