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Lievita il girovita delle italiane, costi cari per il cuore

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Pubblicato il: 18-03-2008
Sanihelp.it - L’Osservatorio Grana Padano, che registra il comportamento degli italiani a tavola, ha preso le misure agli italiani e i risultati non sono incoraggianti, soprattutto per quanto riguarda la circonferenza addominale. Quest’ultimo dato, una misura dell’accumulo di adipe viscerale, è il principale determinante della sindrome metabolica. L’OMS ha definito i livelli della circonferenza addominale che definiscono un rischio elevato di malattie cardiovascolari: uguale o superiori a 88 centimetri nelle femmine adulte e 102 centimetri nei maschi adulti.

Secondo i dati registrati dall’Osservatorio Grana Padano l’obesità viscerale è più frequente nelle femmine italiane rispetto ai maschi. A superare il limite di girovita individuato dall’OMS sono il 35% delle donne tra i 20 e i 49 anni e il 49% - quasi una su due - di donne oltre i 50 anni. Per gli uomini questa percentuale scende a 26% e 43% nelle rispettive fasce di età. Nella popolazione in generale l’eccesso di grasso viscerale riguarda il 32% della popolazione tra i 20 e i 49 anni e il 46% degli over 50. 
E nel 60% circa delle donne in sovrappeso, la massa grassa in eccesso non presenta la distribuzione ginoide (gluteo-femorale o a pera) bensì quella androide (detta anche a mela) che, al contrario della prima, si associa a un aumento del rischio cardiovascolare. 
 
Se nelle donne bilancia e centimetro non sempre concordano, nei maschi questa discordanza è ancora più evidente. Se consideriamo soltanto i dati relativi al BMI, sono i maschi ad avere una maggiore prevalenza di sovrappeso ed obesità. Anche se il 46% della popolazione maschile, infatti, risulta sovrappeso e il 19% addirittura obesa contro il 32% e 16% rispettivamente nella popolazione femminile, solo un maschio sovrappeso su cinque ha valori elevati di circonferenza addominale.

I dati dimostrano anche che la sedentarietà, già prevalente nelle prime decadi dell’età adulta, peggiora ulteriormente dai 50 anni in poi, età nella quale solo una persona su quattro è fisicamente attiva. La tendenza alla sedentarietà peggiora nel sesso femminile a tutte le età. La media del tempo trascorso in attività sedentarie davanti a uno schermo (al PC, alla TV e/o a giochi elettronici) è di circa 2 ore al giorno nella popolazione adulta. E solo il 15% degli adulti effettua il minimo di 3 sedute settimanali di attività motoria, come è raccomandato per la prevenzione delle malattie cardiovascolari. 

Per quanto riguarda la dieta, la frequenza di assunzione settimanale di porzioni di frutta e verdura nella popolazione studiata è molto lontana dall’obiettivo raccomandato, in media non superiore alle 2-3 porzioni al giorno. Allo stato attuale, si deve purtroppo rilevare che l’obiettivo di 5 porzioni al giorno (3 di frutta e 2 di verdura) appare utopistico e probabilmente non aderente ai costi affrontabili per l’alimentazione da parte di un’ampia fascia di popolazione.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Osservatorio Grana Padano

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