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Lifting e infezioni: dagli Usa l'allarme stafilococco

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Pubblicato il: 20-03-2008
Sanihelp.it - La notizia è di quelle che fanno rabbrividire: una ricerca statunitense, condotta da esperti del Lennox Hill Manhattan Eye, Ear and Throat Hospital e dell'università di New York, denuncia che sempre più pazienti che si sottopongono a un intervento di lifting sono vittime di una pericolosa infezione batterica resistente ai farmaci, lo Stafilococco aureo resistente alla meticillina (Mrsa). 

Gli interventi di chirurgia plastica al viso sono dunque ad alto rischio? Il chirurgo plastico di Bologna Alessandro Gennai, membro della European Academy of facial plastic surgery, sostiene che si tratti di un allarmismo ingiustificato.
«Come spesso accade quando si parla di chirurgia estetica - afferma - si crea dell'inutile allarmismo su notizie prive di un reale interesse. Lo Stafilococco aureo è un batterio ubiquitario che si trova comunemente sulla cute, nella bocca e nella gola. In campo ospedaliero questi batteri, come molti altri, instaurano resistenze agli antibiotici e quindi infezioni da questi ceppi possono essere pericolose, in quanto difficilmente debellabili con i classici antibiotici. L'infezione da stafilococco aureo è sempre stata presente in campo ospedaliero e le normali procedure di pulizia e disinfezione nelle sale operatorie sono mirate a evitare proprio questo tipo di infezione. Il problema non è limitato solo alla chirurgia estetica, ma riguarda tutta la chirurgia: incidendo la cute, può verificarsi il passaggio del batterio in circolo». 

Le norme che devono seguire i chirurghi plastici, avverte l'esperto, sono esattamente le stesse che ogni chirurgo deve seguire nell'esecuzione di un intervento chirurgico e possono essere riassunte in quattro punti: controllare stato di salute del paziente e raccogliere una accurata storia personale; operare in ambiente chirurgico sterile, batteriologicamente controllato; eseguire una accurata disinfezione della cute prima e dopo l'intervento; instaurare una adeguata profilassi antibiotica peri e intrachirurgica. 

«La chirurgia estetica ed in particolare il lifting - conclude Gennai - non ha alcun motivo di essere più esposta a questo tipo di infezione rispetto alla normale chirurgia, e comunque parliamo di 4 casi su 780 lifting, che peraltro non hanno determinato alcuna conseguenza grave per i pazienti».


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Redazione Sanihelp.it

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