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Intervista al Ministro della Salute.

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Pubblicato il: 22-01-2003

Abbiamo incontrato il Ministro della Salute Girolamo Sirchia per parlare con lui della sanità pubblica, delle esigenze e dei cittadini e delle risposte che intende dare alla richiesta di salute.

Sanihelp.it - Signor Ministro, spesso nelle Sue dichiarazioni pubbliche Ella ha indicato tra le priorità quella di soddisfare i “bisogni” del paziente, quali sono secondo Lei le maggiori necessità del cittadino nei confronti della Sanità Pubblica?
In un sistema generalmente di buon livello come quello italiano, i cittadini hanno essenzialmente bisogno d’equità nell’accesso alle prestazioni, un aspetto fino a poco tempo fa sottovalutato. L’azione del Governo mira proprio a ridurre le iniquità all’interno del servizio sanitario nazionale come le differenze nella qualità dei servizi erogati o addirittura l’assenza degli stessi in alcune aree del Paese che porta ai viaggi della speranza, le liste d’attesa esageratamente lunghe anche per le prestazioni urgenti, l’insufficiente attenzione posta ai servizi per i cronici e anziani non autosufficienti. Gli strumenti vanno dalla promozione dei centri d’eccellenza e del lavoro in rete, allo sviluppo di un sistema di formazione permanente obbligatoria e d’alto livello, alla certificazione di qualità delle strutture, tanto per citarne alcuni tra quelli messi a punto nel corso del 2002.

Nelle Aziende sanitarie italiane si presta sempre più attenzione al “processo d’umanizzazione”; quali ulteriori interventi dovranno essere posti in essere, al fine di rispondere meglio alle aspettative degli utenti?
Sono anni che va avanti il “processo d’umanizzazione della medicina” ma ancora su quest’aspetto fondamentale della professione medica c’è molto da lavorare. Nello schema di Piano sanitario nazionale rilevo che la dignità e la partecipazione di tutti i cittadini costituiscono nella visione contemporanea della salute un principio che comprende il rispetto della vita e della persona umana, il diritto alla tutela delle relazioni e degli affetti, l’attenzione per la sofferenza, la cura delle relazioni umane tra operatori e utenti.

I pazienti spesso si lamentano d’essere poco ascoltati e di non essere sufficientemente informati sulle procedure burocratiche, diagnostiche e terapeutiche cui devono far fronte; come può migliorare il dialogo degli operatori pubblici con i cittadini?
Può migliorare con la formazione professionale degli operatori, con la buona organizzazione degli sportelli per il pubblico e la preparazione del personale che approccia per primo i bisogni del paziente. L’improvvisazione in questo settore non paga. E molto si può fare favorendo l’integrazione tra ospedale e territorio, tra servizi sociali e sanitari. Ciò significa soprattutto favorire la comunicazione tra medici di famiglia e quelli dell’ospedale, spesso assente, garantendo la continuità assistenziale e proteggendo quindi il paziente nel passaggio dall’assistenza ospedaliera a quella territoriale. Cominciamo a far parlare i medici e le strutture tra loro, i cittadini ne avranno un giovamento immediato.

Gli Uffici relazioni con il pubblico, in sanità, sono presenti in quasi la totalità delle strutture. Tali uffici si sono dimostrati un efficace strumento di comunicazione con l’utenza, pensa che nel prossimo futuro le loro competenze debbano essere meglio puntualizzate al fine di dare loro un ruolo più definito?
Nell’ambito di un programma ampio e innovativo di comunicazione con i cittadini, uno specifico obiettivo riguarda anche le Asl e le Aziende ospedaliere per le quali necessario mettere a punto gli interventi migliorativi sugli Uffici relazioni con il pubblico e sui Centri unici di prenotazione, individuare nuovi strumenti, nuove modalità e figure professionali per la comunicazione interattiva con gli utenti nonché aggiornare i medici e gli altri operatori sanitari.

Prof. Sirchia, molti nostri concittadini sono sempre più preoccupati della loro salute e dalle recenti statistiche risulta che gli italiani sono ansiosi, hanno necessità di certezze e in alcuni casi di recuperare il rapporto fiduciario con le aziende sanitarie. Con quali strumenti può essere migliorato il rapporto degli utenti nei confronti del SSN?
Puntiamo sulla certificazione di qualità e la trasparenza che può derivare dall’adottare procedure collaudate e sistemi di misurazione e valutazione dei risultati raggiunti. Il punto d’arrivo è una particolare forma di bench marking già attuata in alcuni Paesi, come gli Stati Uniti, e che in base a periodiche raccolte di dati attinenti agli esiti d’alcuni interventi chirurgici, consente di stilare una classifica degli erogatori di servizi e quindi di fornire ai cittadini una guida oggettiva a scegliere le strutture migliori. La combinazione di questi strumenti di supporto alla qualità oggettiva, unita ai sondaggi sulla qualità percepita dagli utenti, sarà lo strumento più efficace per migliorare le prestazioni sanitarie, riducendone i costi, a tutto vantaggio del cittadino utente e della finanza pubblica.

Al termine di ogni anno si auspica che il prossimo sia migliore; quali novità troveremo nella sanità del 2003?
La prima novità sarà l’entrata a regime del sistema di bench marking per i trapianti di organi e per gli interventi di by-pass aorto-coronarico. La procedura, inizialmente su base volontaria e su autocertificazione, è gestita dall’Istituto superiore di Sanità in accordo con le Regioni e, se efficace, verrà estesa anche altre procedure chirurgiche maggiori come gli interventi di protesi d’anca.

Tratto da Campus - Trimestrale d'informazione dell'Azienda Ospedaliera San Paolo


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Redazione Sanihelp.it

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