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Tumore al seno: meglio un'équipe che un singolo specialista

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Pubblicato il: 31-03-2008
Sanihelp.it - La diagnosi di tumore al seno deve essere condotta da un’équipe di esperti e non dal singolo specialista. Ad affermarlo, Gabriel N. Hortobagyi, Presidente Eletto dell’American Society of Clinical Oncology (ASCO) oltre che Direttore del Dipartimento di Breast Medical Oncology e del Breast Cancer Research Program dell'Università del Texas.

Numerosi studi condotti sui tumori alla mammella hanno infatti dimostrato che quando si va da un singolo specialista spesso si ricevono delle raccomandazioni diverse rispetto a quelle che si otterrebbero da un team di esperti, dove ognuno apporta il proprio contributo personale alla diagnosi, alla valutazione e, conseguentemente, alle opzioni di trattamento del paziente. Un team può fornire al paziente più soluzioni terapeutiche, mettendo il paziente nella condizione di poter intervenire, condividere e partecipare alla formulazione della terapia a lui più congeniale. 

Qual’è il team ideale per fornire al paziente la migliore diagnosi e terapia? Chirurgo, oncologo, radioterapista e psicologo. A proposito di quest'ultimo, presso il Policlinico Sant’Andrea di Roma  è in corso un progetto di ricerca che si chiama Onco-talk, con lo scopo di insegnare agli oncologi come parlare ai pazienti, perché recenti studi hanno dimostrato come l’impatto della comunicazione al momento della diagnosi determini l’intensità degli effetti collaterali alla terapia. 

A influire sul maggiore rischio di ammalarsi di cancro al seno è anche lo stile di vita, in particolar modo quello dei Paesi occidentali. Le donne che vivono in questa parte del pianeta, infatti, corrono un rischio 6 volte maggiore, rispetto alle donne africane, asiatiche o sudamericane, di sviluppare questa patologia. In Occidente si fanno pochi figli e molto tardi, mentre avere gravidanze da giovani rappresenta un fattore protettivo. Discorso simile per l'alimentazione: una cucina abbondante e con molti grassi ha incrementato le possibilità di sviluppare un cancro. 
A influire negativamente sarebbe anche l'alcol, che determina un aumento del 30% di insorgenza della neoplasia al seno se si consumano uno o due bicchieri al giorno. Infine, numerosi studi sottolineano come l'attività fisica intensa in giovane età produca un sensibile abbassamento del livello degli estrogeni nelle bambine e adolescenti. Una condizione che si riflette nel tempo in una minore incidenza del cancro al seno.


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Redazione Sanihelp.it

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