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Occorre migliorare la forza, la flessibilità e la mobilità articolare

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Pubblicato il: 23-01-2003

A colloquio con il nostro esperto di fitness Luca Bertante, Personale trainer, cerchiamo di capire meglio quanto conta una buona preparazione atletica e quali sono i principali rischi di questa attività.

Sanihelp.it - Ogni sport, si sa, richiede un certo tipo di preparazione atletica, quali sono le tipologie di allenamento più indicate? Quanto sforzo viene compiuto dallo sciatore? E ancora, che differenze ci sono a sciare su neve artificiale o naturale? Queste ed altre ancora sono le domande che abbiamo posto a Luca Bertante.

Quanto è importante la preparazione atletica per uno sciatore?
L'approccio allo sci, così come per tutte le altre attività sportive, può essere a livello agonistico o amatoriale; se per chi mira ai gradini più alti delle classifiche è ovviamente indispensabile allenarsi, è utilissimo e caldamente consigliato anche a chi ama lo sport e, senza velleità agonistiche, vuole praticarlo in sicurezza, con gioia e senza sofferenza. Lo sciatore per diletto che migliorerà con la preparazione la sua forma fisica non rimarrà senza fiato per pochi passi in salita e ridurrà con la sua salda muscolatura le conseguenze dei traumi sull'apparato scheletrico.

La maggior parte dell’allenamento va svolto sugli sci oppure è fondamentale portare a termine una preparazione atletica?
L’allenamento nello sci di discesa include una fase a secco molto importante. Occorre migliorare la forza, la flessibilità e la mobilità articolare. Un buon allenamento a secco previene gli incidenti di percorso.
Due mesi di allenamento (ottobre e novembre) in palestra, ma anche all’aperto, sono sufficienti a presentarsi in buona forma.

Come va strutturato l’allenamento, quali sono le qualità su cui focalizzare l’attenzione?
Le doti necessarie a dominare la tecnica includono una notevole forza nei muscoli degli arti inferiori ma anche una grande coordinazione neuromuscolare.
La coordinazione si acquista con grande facilità nell'età infantile e quindi per diventare buoni sciatori bisogna calzare gli sci molto presto (simile considerazione vale anche per altre discipline ad elevato contenuto tecnico come la ginnastica artistica e la scherma).
L’aumento della forza degli arti inferiori si ottiene mediante esercizi con macchine ergometriche o sollevamento pesi. Se da un lato si ottiene un effetto positivo in termini di aumento della forza, dall’altro occorre prestare molta attenzione a non causare sovraccarichi che si traducono successivamente in infiammazioni delle inserzioni tendinee.
Il punto delicato è come sempre il ginocchio; quindi non conviene eccedere con questo tipo di lavoro.

Quanto è importante l’attrezzatura?
Si è detto e scritto più volte che lo scarpone è l’attrezzo più importante nel corredo di ogni sciatore e noi ribadiamo il concetto. Potete avere lo sci migliore montato con la piastra più straordinaria e davanti a voi la pista e la neve dei vostri sogni: ma se avete male ai piedi o se questi non si sentono a proprio agio all’interno delle scarpe, tutto ciò è perfettamente inutile. Perché è dal piede che partono gli impulsi per comandare gli sci, ed è il piede il «mezzo» che ci fa provare tutte le sensazioni, belle o brutte, sulla neve. La progettazione degli scarponi ha fatto passi da gigante rendendo la pratica dello sci sempre più piacevole, grazie al miglioramento generale del comfort e della funzionalità dei meccanismi a disposizione sui vari modelli. Le scarpe vengono ormai progettate esclusivamente davanti al computer, con sofisticati e moderni sistemi di software che permettono di individuare le zone da rinforzare con materiali più rigidi, rispetto a quelle meno sollecitate durante la curva dove si possono utilizzare materiali più morbidi che ottimizzano il comfort.
Da sfatare nel modo più assoluto la credenza che lo scarpone da sci vada acquistato in misure più grandi (tanto uso dei calzettoni spessi!): senza badare più di tanto al fatto che gli atleti più forti del mondo fanno esattamente il contrario e cioè prendono scarponi con misure a volte inferiori di una, due taglie rispetto al proprio piede; senza quindi andare alla ricerca della pura sofferenza ai fini della prestazione, ricordate che lo scarpone deve calzare in modo assolutamente preciso e che il piede al suo interno non deve muoversi.Quindi un buono scarpone e buona sciata.

Che differenza c’è fra sciare sulla neve artificiale e naturale?
La grossa differenza tra lo sciare sulla neve fresca e quella artificiale è la durezza della neve stessa.
Quella artificiale è più dura, se ghiaccia crea massicci lastroni, ma è meno soggetta alle variazioni climatiche.È più resistente.

Posto che il pericolo di infortunio nello sci è anche inferiore ad altri sport, riusciamo però a fare una panoramica dei principali infortuni?
Lo sci è uno sport che attira un numero elevatissimo di persone e viene non di rado praticato nel contesto di condizioni meteorologiche molto negative, spesso senza che ci sia un adeguato allenamento. Chi scia a livello dilettantistico non riesce facilmente a rendersi conto del proprio stato di affaticamento, in relazione alla difficoltà della discesa e alle condizioni della pista. Bisogna poi mettere in evidenza il fatto che nello sci, a differenza che in tanti altri sport, se si parla di rendimento sportivo, bisogna attribuire una grande importanza alla situazione ambientale, all’equipaggiamento e all’eventuale stato di affaticamento che precede la discesa. Se si osserva la frequenza dei traumi riportati dagli sciatori, si nota come le fratture (51,5%) siano superiori alle distorisioni (28,75%) e, in quanto a localizzazioni anatomiche, si suddividono in gamba (31%), ginocchio (13%), pollice (3,15%). Lo stiramento del legamento collaterale mediale del ginocchio è quasi in testa alla classifica degli infortuni.
Da alcuni anni, nello sport dello sci, si osservano lesioni che non sono provocate dal trauma dello sci vero e proprio, perché le tecnologie, con gli attacchi di sicurezza calibrati, con i corsi di presciistica e con le scuole di sci, fanno in modo che il numero delle lesioni sia sicuramente inferiore rispetto al passato. I problemi, invece, nascono a causa dell’eccessivo affollamento delle piste e per le code che si formano agli impianti di risalita.
Un’altra caratteristica lesione da sci è a carico del pollice e, in particolare, a carico della articolazione metacarpofalangea del lato ulnare, articolazione nella quale si può rompere il legamento metacarpofalangeo per la scorretta impugnatura della racchetta.


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Redazione Sanihelp.it

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