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Aborto: il 70% dei ginecologi non lo pratica per scelta

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Pubblicato il: 23-04-2008
Sanihelp.it - La relazione sull’attuazione della legge 194 presentata in questi giorni al Parlamento dal Ministro della Salute Livia Turco (che contiene i dati preliminari per l’anno 2007 e i dati definitivi per l’anno 2006) indica, suddivisi per categorie professionali, il numero degli operatori che hanno comunicato l’obiezione di coscienza nel 2006. I ginecologi obiettori risultano 3.780, pari al 69,2 % del totale dei 5.462 ginecologi che operano nei servizi pubblici e privati in cui si effettua l’interruzione volontaria di gravidanza. I medici obiettori risultano in aumento rispetto al passato, soprattutto al Sud. Gli anestesisti obiettori sono invece 3.434, pari al 50,4 % dei 6.813 anestesisti in servizio. 
Per quanto riguarda infine il personale non medico gli obiettori sono 12.102, pari al 42,6 % dei 28.408 operatori non medici nei servizi dove si effettua l’IVG.

I dati del 2007 relativi al numero di IVG, con un totale di 127.038, evidenziano un ulteriore calo del 3% rispetto al dato definitivo del 2006 (131.018 casi) e un decremento del 45,9% rispetto al 1982, anno in cui si è registrato il più alto ricorso all’IVG (234.801 casi).
Il tasso di abortività (numero delle IVG per 1.000 donne in età feconda tra 15-49 anni), l’indicatore più accurato per una corretta valutazione della tendenza al ricorso all’IVG, nel 2007 è risultato pari a 9,1 per 1.000, con una diminuzione del 3,1 rispetto al 2006 (9,4 per 1.000) e del 47,1% rispetto al 1982 (17,2 per 1.000).

Continua la diminuzione delle IVG tra le donne italiane: i dati definitivi relativi all’anno 2006 evidenziano infatti 90.587 IVG, con una riduzione del 3,7% rispetto al 2005 e di oltre il 60% rispetto al 1982, anno in cui più numerose sono state le IVG.
Viceversa, le IVG sono incrementate tra le donne straniere: in totale 40.431 nel 2006 (+4,5% rispetto al 2005), pari al 31,6% del totale (nel 2005 erano il 29,6%).
In merito al fenomeno degli aborti clandestini, viene stimata un’ipotesi massima di 15 mila aborti effettuati al di fuori della legge 194 (dato che riguarda solo le donne italiane). 

Nelle conclusioni alla sua relazione il Ministro della Salute Livia Turco sottolinea che la legge 194/78, con la legalizzazione dell’aborto, ha favorito la sostanziale riduzione della richiesta di IVG, grazie alla promozione di un maggiore e più efficace ricorso a metodi di procreazione consapevoli, alternativi all’aborto, secondo gli auspici della legge.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
Ministero della Salute

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