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Malati mentali e uso di droghe e alcol: la mappa italiana

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Pubblicato il: 14-05-2008
Sanihelp.it - I soggetti che presentano comorbidità, cioè disturbi mentali associati a uso, abuso o dipendenza da sostanze, sono prevalentemente maschi (il rapporto è di 3 a 1) e giovani (l’età media è 43 anni per le femmine e 40 per i maschi). Sono in genere celibi e raramente vivono in condizioni autonome (20%) o hanno figli (33%). Nei 3/4 dei casi hanno completato solo la scuola dell’obbligo, mentre solo il 25% ha un’occupazione stabile. 1/3 è affetto da disturbi epatici. Circa il 20% ha avuto problemi penali. Il 33% circa ha un’anamnesi familiare positiva per disturbi psichiatrici ed il 18.5% per disturbi da uso di sostanze. Il 41% dipende da sostanze e il 54% presenta una sindrome d’abuso. L’alcol è la sostanza più utilizzata, in termini sia di uso che di abuso e dipendenza.
Questi alcuni dei risultati dello Studio epidemiologico sulla comorbidità tra disturbi mentali e disturbi correlati all’uso di sostanze nei Dipartimenti di Salute Mentale italiani realizzato dal Dipartimento di Neuroscienze e Tecnologie Biomediche dell’Università degli Studi Milano Bicocca su 86.070 utenti con Doppia Diagnosi – uso o abuso di sostanze e malattie mentali - di 28 Dipartimenti di Salute Mentale italiani. 

Tra le diagnosi psichiatriche, le Psicosi rappresentano oltre il 50% dei volumi di utenti in Doppia Diagnosi in carico ai DSM italiani. Se a questi si aggiunge il 37% di Disturbi di Personalità si evince un quadro di notevole gravità in termini psicopatologici e di gravosità assistenziale del campione in oggetto. 
La categoria diagnostica Disturbi di Personalità si distingue in modo statisticamente significativo dalle altre per consumo di cocaina, ipnoinducenti/barbiturici e cannabinoidi, mentre per la categoria diagnostica Psicosi Schizofreniche risulta significativo, rispetto alle altre sostanze, il consumo di cannabinoidi. 

Solo il 50% degli utenti in doppia diagnosi ha usufruito di un trattamento da parte dei Servizi per le Dipendenze e il tasso aggiuntivo del 9% inviato in una comunità terapeutica mostra comunque che almeno il 40% di tali utenti non ha ricevuto alcun trattamento specialistico per l’uso di sostanze. Nello specifico, tra coloro che hanno usufruito di un programma terapeutico, i trattamenti ambulatoriali di disintossicazione, sostitutivi o drug-free, rappresentano la stragrande maggioranza. Per il 12% degli utenti il trattamento di disintossicazione è stato fornito presso un servizio psichiatrico ospedaliero.
 
La disponibilità locale gioca un ruolo importante nella scelta della sostanza responsabile dell’abuso/dipendenza. Per gli utenti dei DSM del Nord e del Centro l’alcol è la sostanza principale di abuso, mentre per gli utenti del Sud sono i cannabinoidi a rappresentare la sostanza più abusata, seguiti dall’alcol e dalla cocaina.


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Redazione Sanihelp.it

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