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Farmaci orali: una buona cura contro la disfunzione erettile

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Pubblicato il: 14-05-2008
Sanihelp.it - Gli inibitori della PDE5 rappresentano oggi la prima scelta terapeutica in pressoché tutte le forme di disfunzione erettile, efficaci e ben tollerati in oltre il 70% dei casi di problemi di erezione.
Ovviamente, non tutti i casi sono uguali. Sappiamo che la disfunzione erettile può avere cause diverse, differente severità, e l'efficacia di questi farmaci può variare di paziente in paziente.
Tuttavia non vi è alcuna forma o tipologia di disfunzione erettile in cui gli inibitori della PDE5i non possano essere indicati come primo livello di terapia. Per questo motivo, qualunque sia il problema di erezione, la maggior parte degli specialisti considera altre soluzioni terapeutiche solo dopo che questi farmaci orali si siano dimostrati inefficaci.

Tipicamente, i pazienti che soffrono di Disfunzione Erettile (DE) sono di 3 tipi:

Il paziente "organico"
Il Paziente organico è quello la cui disfunzione erettile è legata a problemi dell'organismo non necessariamente correlati alla sfera sessuale, ma che potrebbero trovare la loro causa in stili di vita non corretti, in alterazioni del metabolismo o più semplicemente nel normale processo di invecchiamento.
Infatti, i problemi di erezione compaiono spesso in pazienti interessati da:
· malattie cardiovascolari come l'ipertensione e l'aterosclerosi. In questi casi, la Disfunzione Erettile è spesso dovuta a problemi circolatori e, talvolta, essa costituisce il primo sintomo di una incipiente malattia cardiovascolare che il paziente farebbe bene a non trascurare;
· diabete, il quale può danneggiare le arterie del pene oltre a deteriorare l'innervazione, inducendo problemi di erezione;
· interventi di chirurgia oncologica pelvica, che possono compromettere l'innervazione e, più raramente, la vascolarizzazione del pene;
· malattie neurologiche sistemiche e traumi spinali che possono determinare problemi di erezione.
Tutte queste sono condizioni di "disfunzione erettile organica", spesso di severa entità. Per molti di questi pazienti l'utilizzo dei PDE5 è sufficiente a ripristinare l'attività sessuale.

Il paziente "psicogeno"
La Disfunzione Erettile può essere determinata anche solo da fattori psicologici in presenza di un meccanismo erettile organicamente integro; in altre parole funziona tutto, ma è la testa a bloccare l'erezione. Le forme di origine psichica sono spesso determinate da particolari situazioni, incostanti ed a rapido esordio, tuttavia possono essere severe e causare grave disagio tanto quanto quelle organiche, e richiedono lo stesso grado di attenzione da parte del medico. Lo specialista in questi casi deve rassicurare il paziente escludendo prima di tutto una patologia organica, ma spesso questo non basta a eliminare il problema. In queste forme i PDE5i hanno dimostrato un'eccellente efficacia e rappresentano un supporto terapeutico importantissimo anche in associazione al counselling o alla psicoterapia.

Il paziente "prostatectomizzato"
In pazienti sottoposti ad asportazione radicale della prostata vi è un'elevata incidenza di disfunzione erettile post-operatoria. Gli inibitori della PDE5, tuttavia, possono migliorare l'erezione anche in questa difficile categoria di pazienti. Inoltre, se impiegati regolarmente, assumono una funzione "riabilitativa" e possono favorire anche la ripresa dell'erezione spontanea, in particolare se l'intervento è stato eseguito con tecnica "nerve-sparing", cioè preservando i fasci vascolonervosi indispensabili all'erezione.

La capacità dei farmaci inibitori della PDE5 di migliorare l'erezione in pressoché tutte le tipologie di pazienti è di grande utilità perché consente:
· l'utilizzo un unico farmaco anche per curare forme "miste" in cui, cioè, diverse cause si sovrappongono;
· una soluzione immediata. In assenza di controindicazioni, lo specialista può infatti intraprendere un trattamento medico anche senza aver ancora eseguito tutti gli esami diagnostici strumentali necessari ad una precisa diagnosi.



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Sia - Esda

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