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Tumore al seno: ribadita l'importanza della chemioterapia

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Pubblicato il: 15-05-2008
Sanihelp.it - Fino a quando non ci sarà una vasta ricerca indipendente che decreti la superiorità di altre combinazione terapeutiche, la chemioterapia non si tocca: è questo in sintesi il messaggio per medici e malati di tumore del seno - che in Italia colpisce una donna su dieci provocando ancora 11.000 decessi l’anno - sottolineato al meeting della Fondazione Michelangelo, tenutosi in questi giorni a Milano all’Istituto Nazionale dei Tumori (INT) con massimi esperti internazionali. 

Negli ultimi anni l’introduzione di nuove molecole ha provocato cambiamenti nella chemioterapia e recentemente alcuni ricercatori hanno messo in dubbio le antracicline, farmaci di riferimento presenti in tutte le combinazioni chemioterapiche. Ma, secondo quanto evidenziato al meeting della Fondazione da Gabriel Hortobagyi, past president dell’ASCO (la società scientifica americana di oncologia) piuttosto che discutere se togliere o meno queste molecole dalla terapia sarebbe importante focalizzarsi sull’identificazione di predittori della risposta terapeutica per ciascun paziente in modo da personalizzare la chemioterapia

Per le malate di tumore al seno oggi le antracicline rappresentano un punto di riferimento, secondo l’ultimo aggiornamento della meta-analisi effettuata dall’European Early Breast Cancer Collaborative Trials Group che indica un beneficio in termini di minori recidive e minore mortalità da carcinoma mammario rispetto ai regimi chemioterapici senza antracicline, e ciò indipendentemente da età della paziente, stato dei suoi recettori estrogenici e terapie concomitanti.


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Redazione Sanihelp.it

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