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Voglia di tintarella

Abbronzarsi senza sole

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Pubblicato il: 19-05-2008

Possiamo fidarci degli autoabbronzanti? In attesa del sole, sì. Gli esperti rassicurano: sono prodotti sicuri ed efficaci. Ma per un effetto impeccabile, serve abilità.

Sanihelp.it - Siamo ormai a primavera inoltrata, ma il tempo un po’ ballerino non ci ha ancora regalato veri weekend di sole e caldo. Il miraggio della tintarella è dunque ancora lontano, e chi non vuole rinunciare al colorito vacanziero ripiega su lampade e docce solari. Che però, se non usati con moderazione, non sono privi di rischi ed effetti collaterali.

L’alternativa sana è data dagli autoabbronzanti, cosmetici a base di un principio attivo chiamato dha (di-idrossiacetone), il quale interagisce con gli aminoacidi dello strato corneo, la parte esterna della pelle, dando vita a sostanze che similmente alla melanina conferiscono colore alla pelle.

Ma questo principio funziona davvero? E soprattutto, è sicuro? «Il di-idrossiacetone è l’unico principio attivo autoabbronzante che si conosca attualmente -spiega la dottoressa Silvia Pinelli, responsabile Dermocosmesi all’Istituto Dermatologico Europeo (IDE) di Milano.- È un principio sicuro, che lavora solo sulla superficie della pelle e non entra in profondità. In realtà non dà propriamente l’abbronzatura, ma si limita a ossidare le cellule superficiali della pelle rendendole arancionate. 
Il di-idrossiacetone non ha tossicità, è adatto a tutti i tipi di pelle e non danneggia la cute, né ne accelera il processo di invecchiamento. Anzi, può contenere un basso fattore solare (attorno al 6). Ciononostante non va assolutamente considerato un sostituto del prodotto solare e non va utilizzato per proteggersi dal sole».

L’autoabbronzante è da preferire a docce e lettini solari? «Tra le due soluzioni è certamente quella meno dannosa per la pelle. Non c’è nessuna controindicazione all’uso di questi prodotti, se non una soggettiva allergia ai suoi componenti (da verificare al primo utilizzo)».

L’eventuale effetto collaterale è di tutt’altro tipo, e ha più a che fare con l’estatica che non con la salute… «È vero -conferma la dottoressa- il problema è dato dalla stesura: se non si è sufficientemente abili nell’uso degli autoabbronzanti, si rischia un antiestetico effetto a macchia di leopardo. Per questo, questi prodotti sono molto indicati per il corpo, quando in primavera si comincia a mostrare le gambe senza calze, mentre stenderli sul viso richiede una certa abilità».

Qualche consiglio per migliorare la stesura? «Innanzitutto, oggi i prodotti proposti dal mercato vengono già incontro a questi problemi presentandosi con formulazioni grasse, che facilitano la stesura. Il consiglio è quello di preparare la pelle nutrendola e idratandola: uno scrub esfoliante elimina le cellule morte e favorisce l’assorbimento del prodotto. Più la pelle sarà uniforme ed elastica, migliore sarà l’effetto».


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Redazione Sanihelp.it

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