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Trombosi: sottovalutato pericolo per donne gravide e neonati

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Pubblicato il: 21-05-2008
Sanihelp.it - La trombosi uccide 200.000 persone ogni anno in Italia e ne rende invalide altrettante. Eppure in un caso su 3 potrebbe essere evitata.
Studi clinici hanno dimostrato che su 100 donne 55 muoiono per ictus e infarto, contro 40 uomini su 100: nella donna porre diagnosi di infarto o di ictus è più difficile, e questo spesso ritarda la diagnosi e la cura, proprio per colpa dello stereotipo, che è indispensabile smentire, che vuole che le donne siano meno colpite dalle malattie cardiovascolari rispetto agli uomini.
Particolare enfasi va posta sul rischio legato a momenti particolarmente delicati della vita della donna, come la gravidanza, il parto e l’assunzione di terapie ormonali, contraccettive o sostitutive della menopausa.

La giornata del 24 maggio sarà dedicata al problema grave, troppo spesso misconosciuto, della trombosi nel neonato e nel bambino: 51 neonati su 1 milione sono ogni anno colpiti da malattie da trombosi, quali ictus cerebrale ed embolia arteriosa, malattie che se non sospettate e diagnosticate in fretta lasciano esiti devastanti. Riconoscere una trombosi in un neonato non è semplice, e spesso la trombosi non viene presa in considerazione fra la possibili diagnosi differenziali, proprio a causa dell’età del piccolo paziente. 

A giorni verrà presentato il Registro Italiano Trombosi Infantili, il primo in Italia, e uno dei primi nel mondo, messo a disposizione dei medici di varia specializzazione (neurologi, pediatri, neonatologi, medici di pronto soccorso, medici di famiglia) per aiutarli ad analizzare e confrontare in modo sistematico i casi di trombosi arteriosa e venosa, sia cerebrale che di altri distretti, nei neonati e nei bambini. Sarà accessibile attraverso il sito di ALT www.trombosi.org.

In corso inoltre, nella provincia di Cremona, un progetto pilota mirato a sensibilizzare le donne, gli operatori sanitari, le ASL e le aziende ospedaliere sul tema del maggior rischio di Trombosi e di Embolia venosa durante la gravidanza e nei 40 giorni dopo il parto. Il progetto prevede un programma di formazione dedicato agli operatori sanitari e un programma di educazione rivolto alle donne attraverso la produzione e la distribuzione di opuscoli informativi che verranno consegnati alle donne in gravidanza a titolo gratuito.


FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI FONTE - CONFLITTO DI INTERESSI:
ALT, Associazione Lotta alla Trombosi

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