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Bambini e paura del buio: attenzione a non sottovalutare il sintomo

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Pubblicato il: 10-02-2003

Secondo una recente ricerca la paura del buio riferita da alcuni bambini potrebbe essere dovuta ad una forma di cecità notturna.

Sanihelp.it - Alcuni ricercatori britannici riportano i casi di due bambine che lamentavano paura del buio dovuta in realtà ad una forma ereditaria di cecità notturna.

La maggior parte dei bambini che riferisce paura del buio non ha fortunatamente questa malattia molto rara, spiega il Dott. Gordon N. Dutton, specialista di oftalmologia del Gartnavel General Hospital di Glasgow, Scozia, autore dello studio, e questo tipo di cecità viene definita “cecità notturna congenita stazionaria”.

Il Dott. Dutton ha precisato che il bambino che soffre di cecità notturna è terrorizzato dal buio, in quanto in tale situazione diventa totalmente cieco.

I bambini che soffrono di cecità notturna stazionaria congenita, non sono infatti in grado di regolare la propria vista al buio. Alla scomparsa improvvisa della luce, tutte le persone perdono la vista ma solo per un attimo, ossia il tempo necessario all’occhio per abituarsi al buio; dopo questo periodo di adattamento, si è in grado di percepire, seppure nell’ombra, l’ambiente circostante.

Nei bambini che soffrono di cecità notturna, invece, tale adattamento della vista non si verifica e pertanto al buio diventano totalmente ciechi.

Nel numero del 25 gennaio del British Medical Journal, il Dott. Dutton e i suoi colleghi hanno descritto i casi di due bambine a cui è stata diagnosticata una cecità notturna congenita.

Una bambina di 3 anni riferiva di perdere la vista quando le luci si spegnevano e pertanto si rifiutava di andare in camera dei genitori quando era buio. La sorellina più piccola accusava disturbi visivi ed i genitori, in occasione della visita oculistica, fecero controllare anche la più grande che risultò affetta da cecità notturna stazionaria congenita.
L’altro caso segnalato, era quello di una bambina di 2 anni che lamentava problemi a muoversi per le stanze buie e in occasioni di risvegli notturni appariva terrorizzata scoppiando a piangere. Anche in questo caso una visita oculistica rivelò che soffriva di cecità notturna stazionaria congenita.
In un’intervista il Dott. Dutton ha segnalato che questa forma di cecità notturna è ereditaria e spesso la malattia, nei bambini, viene diagnosticata precocemente grazie al segno caratteristico degli occhi che “ballano” nelle orbite. In alcuni rari casi, come ad esempio nei due descritti nello studio, non compaiono in realtà segni premonitori.
La malattia è chiamata cecità notturna congenita stazionaria in quanto non sembra peggiorare nel tempo.

Tutte e due le bambine prese in esame nello studio sono migliorate dopo aver imparato la posizione degli interruttori della luce, e aver appreso che la loro vista ricompariva ogni qualvolta veniva fatta luce nella stanza.

Tratto da: British Medical Journal


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Redazione Sanihelp.it

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