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Altre proprietà del tè: riduzione del rischio di patologie cardiache

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Pubblicato il: 10-02-2003

Secondo alcuni ricercatori, quella bustina di tè in infusione nella tazzina potrebbe offrire una vita più lunga e più sana.

Sanihelp.it - Uno studio condotto su più di 3400 adulti in Arabia Saudita un paese noto per il suo amore verso il tè ha dimostrato che coloro che bevono più di 6 tazze di tè nero al giorno, mostrano un rischio di coronaropatie ridotto del 50%, anche dopo aver corretto i dati per gli altri fattori di rischio, come il fumo, la dieta e l’obesità, .rispetto ai non consumatori di questa bevanda.

Gli antiossidanti chiamati flavonoidi, presenti sia nel tè verde sia in quello nero, sono considerati armi molto potenti nella lotta alle cardiopatie ischemiche. “Il tè, la bevanda più diffusa sul pianeta, è una ricca fonte di questi antiossidanti” spiegano i ricercatori del gruppo del Dr. Iman A. Hakim della University of Arizona a Tucson.

I loro risultati sono stati pubblicati sul numero di gennaio della rivista Preventive Medicine.
Molti studi hanno reclamizzato i benefici cardiovascolari legati al tè verde, la bevanda di scelta in buona parte dell’estremo oriente, ma nel resto del mondo il tè nero è molto più diffuso, e pochi studi hanno preso in considerazione le sue qualità cardioprotettive.

I ricercatori hanno intervistato 3430 Sauditi di età compresa tra i 30 e i 70 anni, indagando le loro abitudini alimentari, il fumo, il consumo di caffè, l’esercizio fisico e ad altri parametri. Una malattia a carico delle coronarie è stata riscontrata solo nel poco più del 6%.

In Arabia Saudita, bere il tè è un evento sociale, e circa il 90% degli intervistati lo bevono regolarmente tutti i giorni. Confrontando i dati rilevati sui bevitori accaniti e sui non bevitori, i ricercatori hanno scoperto che l’assunzione di più di 6 tazze di tè al giorno (circa il 20% degli intervistati), riduce del 50% il rischio di coronaropatia .
Questi risultati si sono dimostrati validi anche dopo che i ricercatori hanno corretto i dati inserendo altri fattori di rischio come il fumo, l’obesità, i grassi nella dieta, i livelli ematici di colesterolo o uno stile di vita sedentario.

In generale i soggetti con coronaropatia tendevano a bere meno tè dei soggetti più sani: 3,5 tazze al giorno contro 4,5 tazze al dì.

Secondo alcuni studi, soggetti che bevono almeno 3 tazze di tè al giorno assumono una quota di flavonoidi sufficienti a ridurre la pressione sanguigna e il rischio di attacchi cardiaci del 12% circa. I ricercatori suggeriscono inoltre che i flavonoidi potrebbero ridurre anche i rischi trombotici e di arteriosclerosi, e potrebbero ridurre i livelli di LDL, il colesterolo “cattivo”.

Qualunque sia la ragione, una buona tazza di tè potrebbe essere il biglietto per una vita più salubre.

Da: Preventive Medicine: 2002


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Redazione Sanihelp.it

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