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Aborti in crescita per adolescenti e immigrate

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Pubblicato il: 07-06-2008
Sanihelp.it - In Italia l’aborto è in calo tranne per due gruppi di donne: le minorenni (1.360 richieste al giudice nel 2006) e le immigrate, che da sole assorbono il 31.6% del totale nazionale (2006). 
L’integrazione è la parola chiave per superare le barriere culturali che stanno all’origine di questo scenario, un approccio collaborativo fra i servizi (scuola, consultorio, medico di base, ginecologo e famiglia). Come? Attraverso la definizione di linee guida operative da applicare in tutta la penisola. E per raggiungere le immigrate vanno coinvolti i capi delle diverse comunità. Ecco il modello made in Italy che l’Osservatorio nazionale sulle abitudini sessuali e le scelte consapevoli propone al nuovo governo. L’Osservatorio nasce nell’ambito del progetto Scegli Tu, promosso dalla Società Italiana di Ginecologia e Ostetricia (SIGO) per una contraccezione consapevole. 

Troppo spesso le donne non italiane faticano a ottenere le informazioni necessarie per problemi di lingua, isolamento, difficoltà culturali. L'Osservatorio ha già ottenuto la disponibilità dei capi delle principali comunità straniere a partecipare a un gruppo congiunto di lavoro per definire, nel rispetto delle diverse convinzioni religiose, campagne di comunicazione per prevenire il ricorso all’aborto, migliorare l’accesso ai servizi e promuovere una contraccezione consapevole. Le soluzioni proposte – sottolinea l’Osservatorio - sono attuabili in tempi brevi e con una spesa contenuta. Da qui l’appello al governo perché si passi alla fase operativa.

Le ragazze italiane presentano un livello di educazione sessuale assolutamente insoddisfacente: da un’indagine SIGO risulta che solo nello 0,3% delle under 19 si può considerare buona e solo una su quattro raggiunge un livello sufficiente. E ancora: la prima volta è senza precauzioni per una su tre e solo il 50% usa metodi sicuri. L’età media delle minorenni che si rivolgono al giudice per poter abortire si sta costantemente abbassando: nel 1995 era di 17 anni, oggi è 16 anni e 9 mesi, con l’1,2% di richieste sotto i 14 anni. 

Diverso lo scenario per le immigrate: ricorrono all’interruzione volontaria di gravidanza 3-4 volte di più rispetto alle italiane, con una differenza ancora più marcata nelle classi di età più giovani. Le caratteristiche di chi abortisce sono nettamente diverse: le donne straniere che hanno fatto ricorso all’IVG nel 2006 presentano una scolarizzazione più bassa (il 13.3% non ha alcun titolo di studio o la sola licenza elementare verso il 4% delle italiane) e sono molte di più quelle disoccupate (12.1% italiane, 25.9% straniere).


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