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Olimpiadi di Pechino

Aviaria e altre malattie "cinesi": consigli per difendersi

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Pubblicato il: 07-06-2008

L'aviaria è un pericolo ancora presente in Cina. Se hai intenzione di recarti lì, leggi i consigli dell'esperto.

Sanihelp.it - Questa estate è previsto un flusso turistico di oltre 4 milioni di viaggiatori diretti in Cina per le Olimpiadi. Per questo si è pensato di redarre una guida destinata ai turisti diretti in Oriente. Ma quali sono i principali pericoli connessi a queste destinazioni?

«La Cina è molto estesa e, a differenza di altri grandi stati come la Russia, è intensamente abitata -spiega Giampiero Carosi, Direttore Istituto Malattie Infettive e Tropicali Università degli studi di Brescia- La Cina comprende intere regioni a clima temperato e altre a clima tropicale, zone metropolitane e rurali, aree di grande sviluppo e altrettante di forte degrado, differenze enormi per quanto concerne le condizioni igieniche e socio-economiche. Questa forte eterogeneità si riflette nelle malattie, che possono essere suddivise in 4 macrocategorie: malattie tropicali, malattie rurali, malattie metropolitane e malattie del degrado
Al Sud troviamo malattie tipicamente tropicali come la malaria e la dengue, in alcuni casi si possono contrarre forme di malaria resistenti alla clorochina, che richiedono quindi una diversa profilassi con farmaci alternativi come la nerfochina o il malarone.
Le malattie tipiche delle aree rurali sono quelle che avevamo un tempo anche in Italia come la brucellosi e la leptospirosi, mentre una peculiarità delle aree rurali cinesi è l’encefalite giapponese.
Tra le malattie metropolitane, le principali sono l’HIV e l’epatite A e B: si pensi che il 10% della popolazione sia affetta da epatite B, una peculiarità comune a tutto il sud-est asiatico. Il tifo e le diarree sono malattie associabili a condizioni di vita degradate e al deficit delle infrastrutture fognarie, a queste si uniscono le malattie legate ad abitudini alimentari che prevedono il consumo di alimenti crudi.
Poi c’è il grande problema dell’influenza e del morbillo che sono endemici ed epidemici. In certe zone tropicali della Cina l’influenza non ha un carattere stagionale ma è presente tutto l’anno.
Non va trascurato il fatto che in Cina l’influenza aviaria è endemica nel pollame e negli animali selvatici».

Esistono focolai di influenza aviaria nel territorio cinese o in aree limitrofe? «Dal 2003 si sono verificati 350 casi di influenza aviaria trasmessa all’uomo, i casi documentati sono stati pochi ma estremamente gravi con una mortalità di circa il 60%. Nel territorio cinese si sono registrati 30 casi con 20 morti e altri focolai di contagio si sono manifestati nei paesi limitrofi tra cui la Thailandia e Laos, dove per la prima volta si è sviluppata la trasmissione all’uomo».

Che cosa consiglia per evitare il rischio di contagio al turista in vacanza in Cina? «Evitare tutte le occasioni di contatto, ma questo non è semplice perché in Cina esistono mercati in cui ci sono tantissimi volatili, che possono eliminare il virus con la saliva e le feci, quindi frequentare questi mercati è rischioso così come frequentare fattorie o mangiare carne non perfettamente cotta e uova crude. Anche toccare le uova potrebbe essere pericoloso perché se sono sporche di feci possono portare il virus. L’igiene delle mani è quindi importantissima».

Qual è la terapia per l’influenza aviaria nell’uomo? «Ci sono al momento due farmaci inibitori della neuroaminidasi: l’oseltamivir e lo zanamivir. L’oseltamivir è più pratico perché è in capsule mentre zanamivir comporta aereosol e bombola. L’oseltamivir ha un’efficacia dimostrata verso il virus dell’influenza stagionale e verso il virus aviario H5N1. Condizione essenziale è che sia somministrato il prima possibile: per garantire la massima efficacia dovrebbe essere assunto entro 48 ore o meglio entro 24 ore dal contagio. Personalmente consiglio ai viaggiatori di portarlo con sé e di assumerlo ai primi sintomi, anche perché in molte zone è presente anche il virus dell’influenza stagionale. Si può assumere anche in profilassi a dose bassa, una capsula al giorno, se si vede che qualcuno dei compagni di viaggio ha l’influenza».


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Redazione Sanihelp.it

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