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Ti amo? No, amo più me stesso

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Pubblicato il: 24-06-2008

Il narcisismo, l'ìncapacità di dire di no quando una persona ci dimostra il proprio interesse. La falsa convinzione di poter gestire tutto: ecco il veleno che si nasconde dietro al trad

Sanihelp.it - Secondo la mitologia greca Narciso era un giovane così bello da perdere la vita alla ricerca del modo per amare se stesso. Una fine atroce, fatta di morte di fame e sete, nell'impossibilità di aversi, specchiandosi in un corso d'acqua. Ma forse questa è la fine che, metaforicamente, fanno tutti i narcisi, o narcisisti come è più corretto dire in questo caso. Vi sono infatti persone che amano talmente tanto se stesse da non riuscire a guardare al di là del proprio stare. Non esiste alcuna emozione che non sia la loro. Non c'è amore che non sia loro. E allo stesso tempio la ricerca continua di approvazione da parte degli altri diventa come una specie di droga per cui i comportamenti che alimentano questa falsa sicurezza in se stessi diventano seriali.

È così anche nel sesso. Vi sono persone apparentemente sicure, magari affascinanti nella loro capacità di porgere, di dare e di prendere, che si potrebbero pensate tutto tranne che poco sicure di loro stesse e soprattutto a caccia di conferme. ma la realtà è questa: una certa immaturità affettiva ed emozionale, che non può essere disgiunta da quella sessuale, vuole che nell'adulto certi comportamenti siano indici di un vero e proprio disturbo della personalità.

Un disturbo che alla fine si riverbera anche e soprattutto sulla vita sessuale. Il ritratto del narcisista è quello di un uomo o di una donna che hanno un rapporto con il sesso molto disinvolto. Per loro fare l'amore, non rappresenta un momento di intimità, ma il raggiungimento di uno scopo: la conferma di poter piacere. E ancora più appagante è per loro dare piacere. In questo caso il disturbo che origina il tradimento non ha un sesso di appartenenza: uomini e donne, possono essere vittime in egual misura di questo modo di essere. Ciò condanna però alla solitudine, all'impossibilità di tessere una trama affettiva matura. È come se la loro capacità affettiva rimanesse confinata nei legami di sangue o in quelli amicali ma che il rapporto esclusivo con qualcuno dell'altro sesso finisse con l'essere di ostacolo a questa sete di conferme.

Ovviamente il peggio accade quando queste persone hanno una famiglia: in loro non c'è la percezione della gravità di quello che stanno facendo all'altro e allo stesso tempo sono convinti di poter gestire ogni situazione, perché se trovano conferma alla loro capacità seduttiva, si sentono padroni del mondo. Che poi non sia così, questa è la triste realtà che devono affrontare al primo passo falso.


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