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Yoga

Yoga: armonia e naturalezza del corpo umano

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Pubblicato il: 26-06-2008

C'è chi crede sia adatto a pochi eletti intrisi di spiritualità. All'Accademia Maharishi Sathyananda ho scoperto quanto fisico, armonico e vitale sia lo Yoga. E l'ho anche provato.

Sanihelp.it - Se dovessi pensare di racchiudere l’Accademia Maharishi Sathyananda in un’unica parola, credo sceglierei armonia. Armonia che si respira già all’ingresso dell’Accademia e che ti accompagna lungo i corridoi; armonia che ritrovi nelle ampie sale, nella scelta delle luci, negli incensi che profumano l’aria.
Ma la meraviglia più grande è l’armonia del corpo umano, che realizza forme in gesti di innata naturalezza.
Sovrumano dite? Esagerato? Di certo non alla portata di tutti?

Io l’ho provato. Smessi i panni della giornalista, ho indossato anch’io la tutina rossa di ogni allievo e ho seguito la mia insegnante.
Fase 1 – ampia sala con moquette rossa. Esercizi di riscaldamento muscolare, addominali, piegamenti, allungamenti. Scopro che molti di questi esercizi sono di preparazione per la realizzazione delle asana.
Fase 2 –sala Kinesis, con avanzati macchinari Technogym. Esercizi e movimenti per migliorare la forza, la flessibilità e la stabilità. Esercizi ai cavi e ai macchinari. Lavoro su gambe, braccia, addominali e glutei.
Fase 3 – sala mansardata con moquette rossa e sacchi. Calci al sacco, da davanti e dietro (stile mulo). Sembra semplice a vederlo fare. Eppure non è così. Ci vuole attenzione e precisione per colpire bene e nel modo corretto. Dopo i calci, via ai pugni, imparando a tenere la guardia. E poi calci e pugni insieme, girando intorno al sacco. Quanta energia si sprigiona, quanta fatica si fa, quanto si suda!
E poi esercizi di allungamento muscolare e il tentativo di realizzare qualche asana: come Kakasana, il corvo o Sarvangasana, la candela.

La sensazione è quella di essere in continuo movimento, di lavorare su moltissimi muscoli, di fare fatica, ma di stare bene. L’impressione è quella di essere seguiti con attenzione, di essere nelle mani di chi capisce nei tuoi movimenti cosa ti occorre e su cosa devi lavorare. La soddisfazione è quella di vedere negli occhi dell’insegnante la cura nel lavoro che fa con te, la concentrazione e la volontà di accompagnarti in ogni singolo movimento. Allora sì che si impara ad amare il proprio corpo, a prendersene cura, a sentirlo con intensità e a guardarlo come una macchina meravigliosa.


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Redazione Sanihelp.it

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