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Falsi miti del sesso

Cibi speziati per serate piccanti

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Pubblicato il: 01-07-2008

cibi afrodisiaci esistono davvero? La scienza dice di no, almeno per ciò che riguarda le sostanze contenute nel cibo stesso. Certo: il cibo è anche un fatto sociale. In tal caso...

Sanihelp.it - Ostriche, caviale, champagne. Questo è tradizionalmente il menù francese dell’amore. In Italia abbiamo peperoncino, tartufi e cioccolato. In India il melograno è considerato afrodisiaco, mentre in Cina lo è il Ginseng. Ma qual è la verità rispetto al rapporto tra eros e cibo? Cominciamo subito con lo sfatare un mito: i cibi afrodisiaci non esistono. Nessun  alimento di nostra conoscenza è in grado di far aumentare di per sé il desiderio sessuale intervenendo a livello ormonale o metabolico.

Certo: due bicchieri di champagne possono allentare qualche freno inibitore. Così come il peperoncino, scaldando, può anche far togliere una maglietta. Tuttavia questo non è eros: sono reazioni fisiologiche di altro genere. Sarebbe però sbagliato credere che il cibo sia effettivamente solo nutrimento e quindi rapportare l’effetto afrodisiaco al contenuto biochimico di ogni alimento. Il cibo ha soprattutto una valenza sociale, almeno da noi e in generale in tutti quei paesi in cui, per fortuna, trovare da mangiare non è un problema. Allora, in questo caso cibo e sesso possono anche andare d’accordo, anche se non è corretto parlare di potere afrodisiaco, quanto di potere seduttivo.

La spiegazione di come il cibo possa effettivamente agevolare la via del letto è duplice: in primo luogo il cibo è una esperienza sensoriale completa. La ristorazione di livello riesce ad appagare tatto, sapore, olfatto e vista. La dimensione della cena a due, con un sottofondo musicale appropriato e una conversazione piacevole, stimola il nostro udito. Insomma: tutti cinque i sensi vengono resi ricettivi nei confronti del bello, del piacevole, del buono (da mangiare) ciò indubbiamente facilita l’intimità e quindi anche la sua possibile conseguenza, cioè il rapporto sessuale. Poi non si deve trascurare il cosiddetto effetto placebo. Nonostante le smentite della scienza, dentro di noi esiste la convinzione radicata che alcuni cibi siano realmente afrodisiaci. E credere ad una cosa aiuta a renderla reale.

Le ostriche, ad esempio, sono un’arma di seduzione antica, sfatata ma allo stesso tempo ancora attuale. Forse per via della sua consistenza, del sapore marino che la contraddistingue, della difficoltà che si ha nel raggiungerla, dovendo forzare le sue resistenze: l’ostrica è metaforica dell’organo genitale femminile. Al contrario certi tipi di frutta e verdura sono metaforiche dell’organo genitale maschile. Ed è chiaro che in un contesto di corteggiamento queste metafore raggiungono, sia pure a livello subliminale, l’obiettivo che ci si voleva prefiggere: il dessert. Da consumare rigorosamente a letto.


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